Francia: malati di Alzheimer usati come cavie dentro un’abbazia

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Agenpress. I malati di Alzheimer venivano ricoverati nell’abbazia di Saint-Croix, e accuditi dalle monache benedettine. Si tratta di 350 malati di Alzheimer, Parkinson o vittime croniche d’insonnia a cui la sera veniva loro applicato un cerotto, con alcune molecole che dovevano diffondere il proprio effetto benefico, derivati della melatonina, e guarire malattie neurologiche, ma si tratta di metodi che sfiorano la vera e propria «ciarlataneria» come viene definita dal Ministro della Sanità francese Agnès Buzyn.

“Sperimentazioni cliniche selvagge e illegali”, le ha definite l’Agenzia nazionale della sicurezza dei medicinali la stessa che dà il via libera ai test.

Il coperchio sulla brutta storia è stato appena sollevato ed è emerso che i pazienti venivano convinti a non parlare di queste cure “all’avanguardia” con i propri medici di famiglia ed avrebbero anche pagato, mediante donazioni al Fondo Josefa, l’associazione all’origine dei test. La Ministra Buzyn si è detta “affranta e inorridita”.

La scoperta di quanto succedeva dentro l’abbazia è avvenuta all’inizio di settembre, grazie a un’ispezione nel laboratorio di analisi, dove venivano portate quelle del sangue dei 350 malati. Ma da mesi l’associazione France Parkinson denunciava il “cerotto magico”.

Quanto alle monache benedettine dell’abbazia di Saint-Croix, famose nelle diocesi per la loro fabbricazione di ostie, sarebbero state coinvolte nell’esperimento a loro insaputa.