L’ opinione di Roberto Napoletano. Nord colonizzato? Sud alla deriva? Silenzio, adesso c’è il talk show: chiacchiere in libertà e Paese reale

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Agenpress. Siamo passati dall’Italia sull’orlo del baratro all’Italia che non ha più problemi. L’Europa è con noi, lo spread è con noi, anche l’occupazione si sta stabilizzando, il mondo brinda al nuovo corso, la Chiesa benedice. Se non ci fosse da piangere per un Paese che è a crescita zero e non riesce a aprire neppure un cantiere, si potrebbe ridere a crepapelle con i nostri segugi della politica che vanno a braccetto con i segugi dei talk a reti unificate e ci regalano frammenti d’autore dell’ultima fiera delle vanità italiane. Tipo: D’Alema si fida di Conte, Di Battista non si fida del PD, Di Maio torna a piantare la bandierina del taglio dei parlamentari, Berlusconi smentisce di essere il “padre” di Renzi e garantisce che i moderati di FI non andranno con lui. Maria Elena Boschi sancisce che Italia Viva non sarà un partitino.

Nel Paese reale succede che il 50% dei bambini nel Mezzogiorno è a rischio povertà, le scuole cadono a pezzi, in Molise, Campania, Sicilia e Sardegna gli edifici con collaudo statico sono al di sotto del 50%, si fanno sempre meno figli e se vuoi partorire magari in Calabria devi fartela in macchina quasi tutta per trovare un punto nascita, l’isolamento geografico è sancito dall’azzeramento della spesa (0,15% del Pil) per infrastrutture di sviluppo, diretta conseguenza del più clamoroso furto di Stato di risorse pubbliche operato in modo miope dal Nord a spese del Sud.

Nel Paese reale accade che un uomo che si chiama Leonardo Del Vecchio, bandiera del capitalismo privato italiano, anche se non lo dirà mai in pubblico, comincia a averne le tasche piene dei francesi con cui ha dovuto lottare in casa come un leone perché le ragioni di Luxottica (montature di occhiali) non venissero umiliate da quelle di Essilor (produttrice di lenti) e la bellissima operazione industriale da lui concepita e realizzata come sogno della vita fosse rovinata dall’indomabile desiderio di comando che i francesi, soprattutto alleati, non riescono mai a contenere.

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