Gb. Tour operator Thomas Cook in bancarotta: a rischio 20mila posti di lavoro e 500mila turisti

205

Agenpress – Almeno 500mila turisti, di cui 150mila britannici, sono rimasti bloccati all’estero a causa della bancarotta dichiarata dal tour operator Thomas Cook. Lo ha reso noto l’autorità britannica per l’aviazione civile. Il governo, ha assicurato il premier Boris Johnson, si occuperà del loro rientro in patria. Per il Foreign Office si tratta del “più grande rimpatrio in tempo di pace nella storia del Regno Unito”

Circa 20 mila i posti di lavoro a rischio in tutto il mondo, 9 mila solo nel Regno Unito.

La situazione finanziaria del gruppo si è fatta sempre più delicata, nonostante il rifinanziamento di Fosun, la società cinese suo primo azionista dal 2015, lo scorso agosto.

Nell’immediato il problema di cui occuparsi sono i rimpatri, malgrado le rassicurazioni la situazione sembra tutt’altro che semplice.

Tim Johnson della Autorità civile per l’aviazione getta acqua sul fuoco di facili allarmismi:

“Se siete all’estero in vacanza con Thomas Cook continuate pure a divertirvi, l’Autorità dell’aviazione civile prepara un piano di rimpatrio, il più grande dalla Seconda guerra mondiale, e riporteremo tutti a casa per la data prevista”.

ll ministreo dei Trasporti di Londra ha fatto sapere che tutti i clienti di Thomas Cook potranno far rientro a casa grazie ai voli charter messi a disposizione dall’agenzia dell’aviazione civile del Paese oppure saranno riprenotati su altri voli.

I collegamenti speciali sono già iniziati questa mattina e non comportano costi extra grazie al meccanismo “Atol” inserito al momento della prenotazione che tutela i consumatori britannici in caso di fallimento della compagnia aerea riportandoli a casa gratuitamente. Alcuni turisti potrebbero comunque dover acquistare un nuovo biglietto e chiederne poi il rimborso.

Per quanto riguarda il resto d’Europa, ciascun Paese prenderà i propri provvedimenti.