Libia. Giulio Lolli, il pirata delle truffe, condannato all’ergastolo per terrorismo

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Giulio Lolli

Agenpress – Giulio Lolli, “il pirata delle truffe” ex patron della società Rimini Yacht, è stato condannato all’ergastolo in Libia per terrorismo e fiancheggiamento del gruppo estremista separatista.

La sentenza, come riporta la stampa locale romagnola, è della Corte penale di Tripoli.

L’imprenditore, originario di Bertinoro (Forlì) era finito nei guai nel 2010 per le doppie vendite di yacht di lusso a facoltosi clienti in tutta Italia, con una rete di showroom da Bologna a Rimini. Il cosiddetto re della nautica vendeva a quanto pare la stessa barca a due acquirentii alla volta.

La società fallì, con un buco milionario, ma prima di essere acciuffato Lolli riuscì a fuggìre rocambolescamente per mare, di porto in porto approfittando delle amicizie qua e là, per arrivare fino alla Libia. Dove rimase a lungo latitante. Lo chiamavano il Pirata e a lui non dispiaceva affatto.

Nel 2017 venne arrestato in Libia dopo essere stato ritratto in alcune foto al fianco di esponenti della Shura di Bengasi.

Lolli era stato formalmente accusato dalle autorità libiche di terrorismo nel luglio del 2018: la notizia era arrivata in Italia, proprio quando il latitante doveva comparire davanti al Tribunale di Rimini. Soprannominato ‘il pirata’ anche per la sua rocambolesca fuga a bordo di uno yacht, attraverso il Mediterraneo verso le coste del Nord Africa, sarebbe ritratto in alcune foto a bordo di imbarcazioni, adibite al trasporto di mezzi militari e di armi, al fianco di esponenti di primo piano della Shura di Bengasi.

Rischiava per queste accuse la pena di morte in Libia, invece è arrivata ora la condanna all’ergastolo