Salvini. Mai con il Pd, mai più con Di Maio. Mattarella ha avallato squallido giochino di palazzo

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Agenpress –   “Dove c’è Renzi non ci sono io. Ha cambiato mille volte idea. Quando io dico mai con il Pd e mai con Renzi vi sfido a provare il contrario. Abbiamo un’idea di Italia, di futuro, di lavoro, di scuola, di giustizia, di tasse, diverso”.

Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, a Genova per una visita al Salone Nautico.

Mai anche con di Maio? gli è stato chiesto. “Abbiamo già dato. Adesso ho scoperto che sono più vicini alla Cgil e alle nuove tasse, che al taglio di tasse”. Mai più? “Abbiamo già dato”.

“Mi spiace che il Presidente della Repubblica abbia avallato questo triste, squallido giochino di Palazzo. Il governo Monti per assurdo aveva più sostegno popolare”, ha detto. E’ “il governo barzelletta e mi domando perché il Presidente della Repubblica abbia permesso tutto ciò. Con il massimo rispetto. In Israele hanno votato, votano in Austria, Polonia, Spagna, Gran Bretagna. Tutti tranne che in Italia perché sennò vince la Lega”.

“I primi passi di questo governo, abusivo, sono pessimi: si passa dalle tasse sulle merendine, alle tasse sul gasolio per gli agricoltori, i pescatori, le tasse sulle bibite gassate, al no alle infrastrutture. Vedremo di limitare i danni e di prepararci a tornare al Governo, però dal portone principale, non dalla finestra sul retro come hanno fatto questi signori”.

“Tassare il lusso abbiamo già visto essere una scelta demenziale in passato perché non punisci i ricchi”, ha aggiunto.

“Se tassi le barche, piangono gli operai e i lavoratori delle marine che smettono di lavorare. Questo è il Governo che tasserà di più, o almeno ci proverà perché la Lega farà un’opposizione fortissima sia dentro che fuori dal Parlamento”.

E sulla legge elettorale  “speriamo che il centrodestra sia compatto perché vogliamo una legge elettorale moderna, efficiente che dice che chi prende un voto in più governa per cinque anni, mentre la sinistra coi Cinque stelle, per terrore, sta pensando di tornare al proporzionale”.

“In un Paese normale chi ha un eletto in più, un voto in più governa: questo è il maggioritario.  Quindi speriamo che nessuno torni indietro perché tutto il centrodestra è sempre stato un sostenitore del maggioritario”.