Brexit. Jeremy Corbyn e l’opposizione chiedono le dimissioni di Boris Johnson

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Agenpress – Il Parlamento britannico va riconvocato subito e Boris Johnson deve “valutare la sua posizione” di primo ministro.

Lo ha affermato il numero uno laburista e leader dell’opposizione parlamentare a Westminster, Jeremy Corbyn, commentando a margine del congresso del Labour a Brighton il verdetto della Corte Suprema che ha bocciato come illegale la sospensione prolungata dei lavori delle Camere voluta dal governo Tory. Corbyn parla di un verdetto “storico” che certifica “il disprezzo del Parlamento” di Johnson.

La prima a parlare di dimissioni come “la prima cosa decente” che Johnson dovrebbe fare è stata Joanna Cherry, deputata indipendentista scozzese dell’Snp, in prima fila in uno dei ricorsi presentati contro la sospensione.

Secondo Cherry, il verdetto stabilisce che “nessuno, neppure un monarca, è al di sopra della legge”. Voci in favore delle dimissioni arrivano anche dal Labour, mentre per la leader liberaldemocratica Jo Swinson, “Johnson non è adeguato a fare il primo ministro”.

Esulta anche Gina Miller, l’attivista pro Remain promotrice di un altro dei ricorsi, secondo cui la sentenza non è politica, ma fa valere la legge e ripristina “lo stato di diritto”.

Corbyn ha annunciato di voler prendere contatti già oggi con lo speaker dei Comuni, John Bercow, per chiedergli di riaprire la Camera – come la Corte Suprema lo ha autorizzato a fare – al più presto.

Il Parlamento deve in ogni caso tornare “a chiedere conto” subito al governo delle sue azioni, ha detto il leader del Labour, e assicurare che esso “obbedisca alla legge” approvata nelle scorse settimane su iniziativa delle opposizioni per imporre che non vi sia una Brexit no deal e – in assenza di accordo di divorzio – Londra chieda a Bruxelles un rinvio dell’uscita dall’Ue oltre il 31 ottobre.

Corbyn si è infine detto fiducioso che le prossime elezioni possano portare al potere un governo laburista, assicurando che “un governo laburista accetterà lo scrutinio del Parlamento e la democrazia”.