On, Palazzotto (LEU): evacuare migranti reclusi campi concentramento libici

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Agenpress. La questione libica investe nella sua complessità il governo e deve essere affrontata con la delicatezza che richiede l’instabilità politica di quel Paese visto anche la vera e propria guerra civile che li si sta combattendo. La vicenda che riguarda l’instabilità della Libia si interseca in maniera drammatica con la gestione e la governance dei flussi migratori. Qualunque tipo di coinvolgimento del nostro paese nel respingimento di persone verso un paese in guerra è un atto illegale per il diritto internazionale. Oggi se si vuole affrontare la questione in Libia, e anche della tratta di esseri umani in cui spesso sono coinvolte anche le autorità libiche, l’unica soluzione è l’apertura di corridoi umanitari.

Lo afferma in Aula a Montecitorio il deputato di LeU Erasmo Palazzotto commentando la risposta del Ministro della Difesa Guerini al Question time di Liberi e Uguali.

Abbiamo salutato con favore il vertice di Malta che ha segnato un primo passo verso un ripristino della normalità e della legalità internazionale relativamente al soccorso in mare che era purtroppo stata sospesa, prosegue Palazzotto. E auspichiamo che quello sia il primo passo per il ritorno ad una gestione ordinaria e razionale di quello che è il fenomeno migratorio. Un fenomeno complesso che va affrontato con soluzioni complesse che devono essere improntate al rispetto e alla tutela dei diritti umani. Proprio per questo noi non possiamo continuare a fare finta di non vedere quello che sta accadendo dall’altra parte del Mediterraneo.

L’evacuazione dei 6.000 migranti reclusi nei campi di concentramento libici, niente per l’Europa, sarebbe un colpo drammatico per i trafficanti di esseri umani. Svuotare ed evacuare quei centri con il supporto delle organizzazioni delle Nazioni Unite è un dovere dell’Italia. Dobbiamo batterci in sede internazionale per questo, conclude Palazzotto.