Giustizia. Greco: il 99% dei ladri d’appartamento sono bianchi. La corruzione non esiste solo in Italia

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Il procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco

Agenpress –  “Il 99.9% dei ladri di appartamento sono bianchi e lo dico perchè a volte si ha un’idea un po’ strana del colore della pelle in relazione alla criminalità”.

Così il procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco oggi nel corso della presentazione del bilancio di responsabilità social del 2018 degli uffici giudiziari milanesi.

Il procuratore ha parlato anche della legge sul codice rosso, definendola “ottima”,  anche se ha comportato qualche disagio perché la sperimentazione è partita ad agosto. Ci stiamo comunque assestando e il prossimo anno faremo un tagliando sulla cosa”.

A Milano siamo pieni di procedimenti per corruzione internazionale e vediamo gli effetti negativi, sia nei confronti degli Stati vittime sia nei confronti delle nostre imprese che invece di investire in innovazione, investono in tangenti”, ha detto ancora.

Greco, inoltre, ha invitato a non essere più “provinciali” e a pensare che la corruzione esista soltanto “nel nostro Paese”.

Nel Bilancio sociale della Procura, tra l’altro, lo stesso Greco scrive che “a livello internazionale, al colonialismo si è andata via via sostituendo la corruzione che ha sostenuto regimi corrotti e dittatoriali, depredando per pochi spiccioli le risorse dei Paesi a scapito dello sviluppo democratico, economico e sociale di intere popolazioni mantenute a livello di povertà e costrette ad emigrare per fame”.

La politica delle tangenti “sui grandi monopoli di risorse, infatti – spiega ancora – non esprime soltanto un contratto occulto che lega corrotti (rappresentanti e ministri di governi) e corruttori (dirigenti di società multinazionali).

Tale sistema, in altre parole, non si limita a danneggiare il loro business o la loro reputazione, ma costituisce un meccanismo consolidato che incide direttamente o indirettamente sulla popolazione dei Paesi coinvolti, razziandone le risorse necessarie allo sviluppo socio-economico e peggiorandone, di conseguenza, le condizioni di vita”.