Fabrizio Cicchitto (ReL): Segre, un grave errore astenersi sull’odio. Forza Italia inginocchiata a Salvini

465

Agenpress. La proposta dalla Senatrice Segre l’avremmo firmata e votata senza se e senza ma, indipendentemente dal testo che l’accompagna. Dopodiché una volta votata avremmo anche detto sommessamente che chi ha scritto il testo che l’accompagna lo ha inutilmente appesantito: il riferimento “all’odio” in generale rischia di fuorviare l’attenzione in mille rivoli mentre invece essa va concentrata su una sola questione, l’antisemitismo nelle sue varianti, di destra, di sinistra estrema e di un pezzo dell’islamismo.

L’errore commesso da Forza Italia a non votare quella proposta è stato molto grave. Parigi non vale sempre una messa, specie su temi di questo tipo e invece Forza Italia si è sottomessa ad un inaccettabile diktat di Salvini, ma anche su questo nodo va fatta chiarezza. Infatti per quello che riguarda le forze sovraniste a nostro avviso va fatta una distinzione fra Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Chi è ambiguo nella condanna dell’antisemitismo è proprio Salvini, che non vuole perdere collegamenti, relazioni, complicità, omertà con gli ambienti filonazisti che hanno come punti di riferimento Borghezio, Savoini, D’Amico (che lavorano anche in Russia nel modo che abbiamo visto) più Casapound, più i nostalgici di  quegli anti valori sparsi per l’Italia e che magari si coprono citando Céline. Proprio per questo dissentiamo in modo profondo dall’intervista del Card. Ruini.

Anche su questo nodo decisivo Salvini ha operato una netta discontinuità rispetto al limpido forse un po’ rozzo antifascismo di Umberto Bossi. Per molti aspetti invece Giorgia Meloni su questo nodo è più cristallina di Salvini: non c’è dubbio che essa ha fatto il pieno anche di ciò che rimane in piedi del mondo ex AN dopo la catastrofe avvenuta con la vicenda Fini, ma, posso dirlo anche per testimonianza diretta avendo fatto parte del PDL, quel mondo di destra ha rotto in modo profondo e sentito rispetto all’antisemitismo e alle leggi del ’38.

Lo scrive Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Liberta’, ex presidente della commissione affari esteri della Camera.