Plastic tax. Battaglia: “è pura ideologia. La plastica è un materiale benedetto, non c’è alcun motivo per demonizzarla”

138

Agenpress – “Quale sia il problema della plastica non è chiaro.  La plastica è un ottimo materiale, un materiale benedetto. Se uno dice: stiamo scoprendo che c’è della plastica buttata in mare, il problema è chi ce la butta, non la plastica in sé. Se noi prendiamo le nostre auto rottamate e le riversiamo negli oceani non è che dobbiamo smettere di produrre auto, dobbiamo smettere di buttarle al mare”.

Così il Prof. Franco Battaglia, docente di chimica e fisica,  intervenuto ai microfoni di  Radio Cusano Campus, sulla plastic tax.

“Qualunque materiale se lo riverso nell’ambiente nel posto sbagliato sto inquinando. Peraltro la plastica ha un enorme vantaggio: una volta diventata rifiuto è un ottimo combustibile per termovalorizzatori, non ha senso riciclarla. Pensate a quante malattie si sono evitate negli ospedali con le stoviglie usa e getta. La plastica non va demonizzata, è una pura ideologia la plastic free. Qui ogni tanto c’è qualcuno che si sveglia con un nuovo slogan: plastic free, economia circolare. Se vogliono mettere la tassa sui gelati, sui biglietti del cinema o sulla plastica lo facciano pure, ma non possono dire che mettono la tassa sulla plastica perché inquina, la plastica non inquina più di altri materiali.

Se l’oggetto di plastica si degrada in centinaia di anni vuol dire che è inerte e quindi più sicuro. Il biodegradabile bisogna vedere come si degrada, perché magari rilascia delle particelle inquinanti, a parte il fatto che fanno schifo come possiamo vedere con le buste della spesa che si rompono subito. Mi danno dell’eretico perché dico le cose diverse da quelle che tutti dicono, ma io dico le cose come si fanno.

A Vienna c’è un inceneritore che serve per le citta, così come in altre città europee e noi italiani inviamo carichi di immondizia negli inceneritori d’Europa. Il mondo utilizza gli inceneritori e ove possibile ricicla, ma il riciclo fatto bene è un lavoro certosino che devono fare le aziende, non ha senso farlo fare al singolo cittadino se no accade come a Roma dove non ci sono gli impianti per trattare i rifiuti che rimangono per strada. A Roma servirebbero due inceneritori”.