Plastic tax. Gabelli: “Viene puntato sempre il dito sulla plastica, non su chi la getta dove non dovrebbe essere gettata”

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Agenpress – “Noi che produciamo plastica ci sentiamo additati.  Viene puntato sempre il dito sulla plastica, mentre invece andrebbe puntato su chi utilizza la plastica e la getta dove non dovrebbe essere gettata. Sono state create tutte tasse che però non risolvono a monte il vero problema, cioè la cultura europea e italiana. Noi cerchiamo materiali compostabili o monouso. La differenziata in Italia non so se alla fine della filiera è differenziato o no”.

Lo dice Gianluca Gabelli, amministratore delegato della Effegidi International di Colorno (Parma) che produce plastica,  intervenuto ai microfoni di u Radio Cusano Campus.

“Ci fanno fare lavori di precisione sulla differenziata, ma poi non sappiamo se viene tutto buttato tutto insieme. Per quanto riguarda l’impatto della plastic tax alla fine a pagare è sempre l’ultimo della filiera, il cittadino. Alcuni materiali come il poliestere costano all’incirca sui 2 euro al kilo, quindi un balzello di 70 centesimi vi lascio immaginare quanto potrebbe incidere. A questo punto diventa un disastro.

E i consumatori pagherebbero di più. Il governo dice che darà degli sgravi, ma fateci prima vedere quali sono questi sgravi. Negli altri Stati europei prima di mettere la plastic tax è stato preparato il terreno. Non si può dire all’aziende: domani metto una tassa, attrezzatevi. Per coprire la quantità di plastica che oggi viene utilizzata in Europa, hai voglia a mettere campi di mais per compensare… Dovresti ricoprire tutto il globo. I grandi colossi troveranno l’escamotage per aggirare questi balzelli, a rimetterci saranno le piccole-medie imprese”.