A. Mittal. Striscione in Aula della Lega: A casa voi, non gli operai dell’Ilva

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Agenpress – Tensioni in Aula alla Camera nel dibattito dopo le comunicazioni del ministro dello Sviluppo Economico  Stefano Patuanelli su Arcelor Mittal, con il presidente Roberto FIco che ha dovuto faticare per mantenere l’ordine. I deputati della Lega hanno esposto dei cartelli con la scritta “A casa voi, non gli operai dell’Ilva”, gridando “elezioni, elezioni”.

Il recesso di Arcelor Mittal è “solo l’ultimo tassello di un mosaico di una serie di eventi che nel tempo hanno visto il coinvolgimento a vario titolo di tutti i governi e delle forze politiche presenti in Parlamento”, ha detto  Patuanelli.

In sede di gara e di aggiudicazione il piano presentato da Acciai Italia “è stato giudicato migliore per piano industriale e piano ambientale”, ha aggiunto sottolineando però che “la cordata guidata da Arcelor Mittal ha vinto perché è stata ritenuta migliore la sua offerta” nella parte relativa al prezzo”.

“Parlare di Ilva” significa parlare “della strategia industriale del nostro Paese, voglio essere chiaro, il governo parla con una voce sola. Pensare a chiusura stabilimento Ilva ha un’immediata ricaduta sociale, ma ha anche un’immediata ricaduta su tutti i settori italiani legati all’acciaio, non avere l’Ilva significa non avere piano industriale serio per il paese”.

Arcelor Mittal era a conoscenza della scadenza della “protezione legale” al marzo 2019, nonostante questo pur “auspicando” in una nota “che si risolvesse la criticità” della mancata estensione dello scudo fino al termine dell’esecuzione del Piano Ambientale nel 2023. Nonostante questo Arcelor Mittal “presentava offerta irrevocabile” e “palesava quindi di aderire alla misura restrittiva” relativa alla protezione legale.