L’ opinione di Roberto Napoletano. Acciaio e Banche, l’Italia non c’è

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

La seconda banca italiana può cedere la quota in Mediobanca senza avvisare il governo e  prepara progetti fuori dal Paese. Sull’acciaio esplode la bomba sociale che abbiamo costruito noi e ora tutto è di nuovo in salita

Agenpress – Povera Italia! Uno, due. La seconda banca italiana, Unicredit vende la sua quota in Mediobanca, primo azionista di Generali, senza dire niente a nessuno, continua a fare cassa e si prepara a cambiare pelle lontano da casa. Qualche segnale a Palazzo Chigi? Un avviso informale?

Non scherziamo, siamo in Italia mica in Francia. Per rimettere intorno a un tavolo gli indo-francesi di Arcelor-Mittal il governo italiano si copre il capo di cenere e si affretta a rimettere le tutele penali e a attivarne di altre per decreto sul nodo scottante dell’altoforno due.

Ovviamente non basta, si deve preparare a accettare una revisione importante del piano industriale che significa meno industria e meno lavoro che sono meglio del nulla. Si paga il conto di un Paese che da venti anni ha rinunciato a fare investimenti pubblici e da dieci ha addirittura azzerato l’intervento in infrastrutture nelle sue regioni meridionali. È quasi un miracolo che sia ancora in piedi. Procediamo con ordine, partendo dalla finanza.

 

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