In Italia sono 5 milioni le persone che soffrono di diabete, di cui un milione non lo sa

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Agenpress. In Italia sono 5 milioni le persone che soffrono di diabete, di cui un milione non lo sa.

Rocco Bulzomì, diabetologo ed endocrinologo del Gruppo Sanitario Usi  dichiara: ”
Oggi il paziente diabetico viene ancora curato prevalentemente ‘a prestazione’, errando da un centro diabetologico all’altro, scontrandosi con la burocrazia. Essendo un paziente cronico dovrebbe invece essere preso in carico sul territorio dove vive, e gestito prevalentemente, in condizioni di stabilità metabolica, dal proprio medico di famiglia in collaborazione con il Centro diabetologico del proprio distretto Asl“.

Il destino del paziente varia invece in base al territorio: passa dal medico di medicina generale, al Cup, a strutture sempre diverse, mentre dovrebbe avere il diritto di scegliere il Centro più comodo dove soddisfare tutti i propri bisogni, con una calendarizzazione di appuntamenti all’interno della stessa struttura“, aggiunge.

Quali sono allora i rischi di una mancata presa in carico corretta? “Innanzitutto la duplicazione inutile di esami e visite diabetologiche – spiega Rocco Bulzomì  – Il diabetico ha bisogno di essere inquadrato, stabilizzato e poi, una volta raggiunto l’equilibrio metabolico, riaffidato al medico di medicina generale affinché verifichi il rispetto degli obiettivi indicati“.