Amedeo Laboccetta (Polo Sud): Forza Italia, Arcore non è una trincea, il veterano Berlusconi suoni l’ultima carica per il suo partito

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Agenpress – “Berlusconi lancia appelli. Chiama a raccolta le truppe. Quel che rimane del suo esercito. Vuole stringere i ranghi. Chiuso nel suo campo trincerato di Arcore con un manipolo di fedelissimi vive le sue giornate altalenanti. Da qualche tempo e’ costretto a ripararsi dalle bordate di una ex favorita: Mara Carfagna. La Signora spara a palle incatenate nel momento di massima crisi di Forza Italia. Il Cav sembra voler reagire, tenta di rispondere all’offensiva”.

Lo dichiara in una nota l’ex deputato di Napoli Amedeo Laboccetta

“Ma non ha molte armi. Risposte antiche non fanno più effetto. La storia degli abbandoni   e degli strappi e’ lunga  e dolorosa. Il primo, ma quello fu un caso a parte, perche’ non proveniva dall’entourage di Berlusconi, fu quello di Fini. Abilmente manipolato da Giorgio Napolitano. Vi fu uno scontro furibondo. E Napolitano alla distanza vinse. Berlusconi non fu più Premier. E Fini sparì dalla scena. Intendiamoci bene anche il Cavaliere spesso ha abbandonato i suoi amici, soprattutto dopo aver da loro ottenuto tanto. Il caso di Dell’Utri e’ il più clamoroso”.

“E del quale non ama parlare. Ma chi nel corso del tempo ha preso le distanze da lui e dal suo progetto sono tantissimi. E non si contano più. Anche se ognuno lo ha fatto a modo suo e con il suo stile. Una vera emorragia. Inarrestabile. Alfano, Lorenzin, Fitto, Bonaiuti, Cicchitto, Verdini, Toti, Romani. Solo per citarne alcuni. Ed ora la Carfagna. La sua preferita. Che, nessuno si illuda, se ne e’ gia’ andata. A volte e’ meglio cadere in piedi che rincorrendo una gonnella smarrita che sogna di dare al Cav il colpo di grazia. Consiglio a Berlusconi, se proprio non vuole alzar bandiera bianca, di uscire dal bunker e scendere in campo aperto. Ma soprattutto di smetterla con i pranzi e le cene di “trattenimento”. Agli Italiani, con la grave crisi in atto, interessa ben altro”.