In quali considerazioni è tenuta la persona anziana in questa basculante sede sociale?

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Agenpress – Nel corso di quest’anno molte vicissitudini si sono verificate verso il mondo della disabilità nella prosecuzione delle Istituzioni a voler continuare nel silenzio e nel disinteresse per la malattia mentale nonostante i numerosi episodi di follia quotidianamente raccontati dai mass media e sui tagli alla bistrattata Sanità Pubblica.

Quella, poi, dei malati mentali continua ad essere una piaga sociale, per risolvere la quale non bastano le sole parole .

Ora si fa sempre più pressante, anche alla luce di quanto pare, che si voglia compiere un spending review ( revisione della spesa pubblica), ancora non smentita, negli Ospedali Italiani e nella bistrattata Sanità Italiana che sta suscitando un grande interesse nell’opinione pubblica.

Anche da parte dei mass media oltreché in sede locale anche nazionale, evidenzia la notizia molto importante del risparmio nazionale della spesa pubblica .

Questa “trovata” avviene ed a pagare questo Provvedimento sarebbero soprattutto persone disabili, anziane, in fin di vita, pazienti che data la loro patologia abbisognano di cure prolungate e costose, che in nome del superiore concetto del risparmio si voglia sacrificare.

Quanto non si dice, ma lo avevo previsto nel  “budget del ricoverato” fin dal lontano 30 ottobre 2009  con Petizione al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati perché ci devono dire ancora oggi 2019 la verità !.

Questa “espressione di budget” si basa su episodi che, pare, siano avvenuti in certi Ospedali del n/s Paese, ma se tali costituiscono una triste realtà e pare voler imporre nel nome del risparmio limitazioni al diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, possibilmente portando alla disumanizzazione del rapporto sociale.

E’ una possibile “forma” che  non trova riscontro nelle regole statutarie, comunque, pare, che si possa trovare in alcun Politiche Sanitarie Regionali e questa “innovazione” preoccupa la gente.

Non voglio pensare che si faccia come Lucrezio poeta latino, che suggeriva ai medici per convincere pazienti riluttanti a bere una medicina amara a cospargere il bordo del calice con miele in maniera che il malato imbevesse il farmaco .

Ma la mancata risposta ci sembra, anche con le possibili diminuzioni dei posti letto negli Ospedali, una forma mascherata di eutanasia, la quale potrebbe essere un atto teso ad eliminare persone inabilitate, come avveniva nell’Antica Grecia, dove bambini e persone invalidate venivano scaraventate fuori dalle mura delle città, aggiungo che non vorrei che si mettesse in pratica quel detto : “Dont’resuscitate order (ordine di non rianimare).

Ma quali conseguenze potrebbe portare  quel “budget del ricoverato”?

Questa “invenzione economica” ci porta ad una profonda riflessione:

a.) se un medico si trova di fronte ad una donna che sta per partorire ed al momento della nascita del bambino/a si verificano delle difficoltà e deve prendere una decisione : chi salva il bambino/a o la madre?  Certamente si pensa alla madre !

Ma può avvenire che il bambino/a sia malformato, non riconosciuto dagli accertamenti clinici e sia in pericolo di vita : perché salvare il bambino/a quando la madre, per ogni possibile ragione, è fuori pericolo !

b.) Se un medico si trova di fronte  ad un 30/40enne ed un 70/85enne ambedue malati, chi salva? Certamente si pensa al 30/40enne .

Ma può avvenire che il 30/40enne sia minato da una malattia posseduta dalla nascita, oppure non riconosciuta o all’ultimo stadio, perché salvarlo quando il 70/85enne gode ottima salute?

Mi domando e richiedo : dove è scritto, quale è la legge che attesta impone e sanzioni dove sono, come sono e quali devono essere le persone da salvare?

La vita è un dono Creatore, ritenuta tale  per il cristiano, desiderio di vivere, direi pressante, per il laico e per il genere umano.

Ora nell’era della trasgressione più sfrenata e dall’egoismo più marcato come quello corrente 2019, è vero quel “budget del ricoverato”?

Questo se risponde a verità, allora è pura eutanasia, una mina vagante nella cultura popolare, che comincia ad immaginare un cinismo ed egoismo che si va insinuando nelle Istituzioni e ci fa pensare che la vita, è un bene solo se siamo sani e che i malati a qualunque condizione di salute si trovano, sono da eliminare dal contesto civile !

Perché “spegnere” la vita a coloro che sono di fronte a disagi ed a sofferenze infinite, mentre si cerca di legalizzare, con un escamotage, la “eliminazione” di disabili fisici, handicappati mentali, anziani non autosufficienti, malati terminali, presupponendo in nome del risparmio di farli morire nel “lazzaretto dei dimenticati” di Manzoniana  memoria ?.

Molto significativa è la “lezione” che ci viene dal Manzoni nei “Promessi sposi” dove, don Rodrigo, l’uomo potente e temuto dai suoi bravi, quando è colpito dalla peste e nonostante le minacce e le suppliche di quanto gli stavano attorno, viene “abbandonato” nel “lazzaretto dei dimenticati”.

Interpretando il pensiero dell’opinione pubblica, abbiamo ritenuto urgente, non appena si vociferava che nelle Corsie Ospedaliere Italiane si restringessero i tempi di giacenza per tutti i pazienti, di “lanciare” un appello, Petizione, alle Autorità Pubbliche, cioè, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministro della Salute e SSN onde chiarire, ripeto, se quanto supposto sia vero, ma a tutt’oggi 12novembre 2019 non ci perviene alcuna comunicazione in proposito.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza”!

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