L’editoriale di Roberto Napoletano. Gli affari piccoli piccoli di Cassa depositi e prestiti

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Agenpress – Se la cultura industriale non ce l’hai non te la puoi dare. Se non hai l’abitudine a studiare i dossier e a collocarli dentro le ragioni competitive di un sistema Paese non puoi improvvisare.

Se hai la testa del Banker e vuoi fare il privato con i soldi dello Stato non servi come strumento di politica industriale e farai inevitabilmente pasticci perché, prima o poi, dissiperai quote crescenti di risparmio postale italiano in tanti micro-interventi dove diventi qualcosa di mezzo tra la Gepi e la banca per piccole e medie imprese in difficoltà.

Ovviamente lo farai tendenzialmente tra Bergamo, Cesena, Pavia, in terra padana, dove questo tipo di aziende è più diffuso e dove le cicatrici della doppia crisi globale sono stampate sull’indebitamento bancario e sul risultato finale del conto profitti e perdite. Conquisterai la maggioranza dei debiti prima della maggioranza del capitale della società o direttamente o attraverso fondi di private equity (QuattroR SGR spa) di cui sei la longa manus e la compagnia di soci pubblici amici, magari previdenziali.

La sostanza non cambia. Fai finanza non industria e esplori le frontiere della modernità dove – tra jeans, pelletteria, pali, macchinari e valvole, ma se non li si ferma si può fare molto di più – il maccartismo consegna la “paura rossa” alla più moderna delle sue evoluzioni diventando “marchettismo” (ovviamente non sempre).

A volte, si esplora anche un’altra frontiera della modernità che, ça va sans dire, non scende mai sotto Roma, perché può succedere che dopo l’intervento finanziario le cose peggiorino, se non c’era prima la crisi arriva dopo. Non sempre, ma normale. Adesso, per capirci, ma ve lo immaginate un Obama che impiega il risparmio pubblico degli americani per occuparsi di pelletteria?

Siamo seri: quando ha chiamato Marchionne al capezzale della Chrysler lo ha riempito di soldi del Tesoro statunitense perché era convinto che lui sapeva fare l’industria, che la Fiat sapeva fare le auto, che le piattaforme globali (come è avvenuto) avrebbero dato un futuro industriale (a partire dai fuoristrada) alla casa automobilistica americana convolata a nozze con quella italiana. Ma ce la vedete la Caisse des Dépôts francese che si mette a fare operazioni di decine di milioni, una catena di fondi di private equity per mettere in sicurezza questa o quella aziendina della moda, della meccanica, delle costruzioni?

Ma va là, prendono in mano la Peugeot, solo per fare un esempio conosciuto, entrano nel capitale a viso aperto, affiancano la famiglia, ma soprattutto studiano, faticano, confrontano i mercati, i prodotti. Non hanno l’aereo da Londra lunedì sera e per Londra giovedì sera, da martedì a giovedì (e anche il venerdì) si confrontano con i piani industriali non con i deputati che chiedono aiuti per i loro territori.

Risultato: come per la Chrysler anche la Peugeot è rinata sul piano industriale (chiaro?), è ritornata a dire la sua, può mettersi insieme alla pari (e qualcosina di più) con la Fiat Chrysler Automobiles e far nascere così il quarto produttore mondiale dell’auto. Questo per noi significa fare Industria Italia che non vuol dire rifare l’Iri, ma recuperarne l’intelligenza strategica, lavorare per il posizionamento industriale dell’Italia, evitare di ripetere l’ennesimo pasticcio con il dossier Alitalia o con il dossier Ilva.

Sarà vero che ciò che è nostro lo condividiamo con Delta e ciò che andiamo a condividere con loro sulle rotte transcontinentali resta loro? Questa prebozza di contratto, ammesso che contenga davvero una simile clausola, è stata siglata o no da politici e manager italiani? Ma c’è qualcuno da qualche parte capace di studiare un modello per i nostri aeroporti (i primi quattro) perché diventino hub del turismo globale e la smettano di regalare alle compagnie low cost il patrimonio italiano ritagliandolo invece magari su misura della nostra compagnia di bandiera? Fantascienza?

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