A. Mittal. De Falco: Di Maio vuole ricostruirsi una posizione da puro, ma è troppo tardi

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Agenpress –  “Sullo scudo Di Maio aveva detto una cosa e il suo contrario. E non parliamo dei danni causati dal decreto sicurezza uno e due, con migliaia di immigrati divenuti invisibili anche al fisco. Un danno da 800 milioni di euro di cui qualcuno dovrà rispondere”,

Così l’ex parlamentare del M5S Gregorio De Falco, intervistato dal Corriere della Sera.

“Nella Costituzione al primo posto ci sono i diritti fondamentali come la salute. La tutela delle imprese è al quarantaduesimo. Quindi è bene non cedere al ricatto di ArcelorMittal anche evocando la crisi. Ma credo che quella di Di Maio sia una tattica per ricostruirsi una posizione da ‘puro’, anche se è tardi”.

Sulla possibilità che qualcuno chieda conto a Di Maio dei suoi errori commenta: “Non lo so, ma sarà tardi. Bisogna chiedersi a chi giova tutto ciò. Di Maio è uno dei due soci dell’associazione Cinque Stelle costituita nel 2017 con Davide Casaleggio che ha sostituito quella omonima del 2009. Bisognerà capire chi dei due era il fondatore. Forse non Di Maio”.

In merito alla nomina del capogruppo M5s a Montecitorio, “al Senato è stato eletto il numero due, Perilli. Alla Camera è più complesso, ci sono personalità più forti. Primo fra tutti Roberto Fico. Rappresentano ancora lo spirito del 2009 che aveva regalato speranze”, osserva De Falco. Per questo “credo che ci siano più difficoltà a sanare la frattura. Ma per l’interesse del Paese chiunque nel Movimento dovrebbe evitare che il governo vada sotto. Fermo restando il diritto di critica che, per quanto mi ricordi, si fermava all’ ‘è stato deciso così'”.