A. Mittal. Di Maio, non si voterà lo scudo penale, non ho cercato di piazzarla ai cinesi

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Agenpress –  “Non credo che si arriverà al voto sullo scudo perchè il tema degli alibi poteva valere due mesi fa ma adesso, in pieno contenzioso, non ha senso”. Lo ha detto Luigi Di Maio a Radio 24.

“Quando noi impugneremo l’atto non ha senso inserire lo scudo. Se siamo in una trattativa, introdurre uno strumento che, secondo la stessa multinazionale, non impedirebbe di avere cinquemila persone in mezzo alla strada, non ha senso.

Di Maio dice ancora di non aver “cercato di piazzare l’Ilva ai cinesi perchè io credo che ci sia ancora che ci sia un interlocutore che è Arcelor Mittal”.

“Se già stiamo parlando delle alternative – ha detto – (nazionalizzazione, player cinese ma anche altra cordata, che non esiste più), noi stiamo già consentendo loro di andarsene. Siccome non lo abbiamo consentito a Whirlpool, seppure con dimensioni del tutto diverse, non possiamo concedere la stessa cosa. Il problema è che quando si parla di Taranto si parla anche di tutti i cittadini che respirano in quella città.

Noi avevamo firmato un contratto con Arcelor Mittal che portava anche ad un adeguamento ambientale dell’impianto con investimenti di oltre due miliardi di euro e si devono fare. Il nostro obiettivo è, anche in sede giurisdizionale, fare in modo che Arcelor non possa andar via”.