L’editoriale di Roberto Napoletano. Le tempeste perfette sul Paese senza ombrello

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Agenpress – L’ultima tempesta perfetta è quella dell’acciaio, tra guerra dei dazi, gelate del mercato, tutele penali andata e ritorno, questione ambientale e questione giudiziaria. Fateci caso, ogni volta che c’è una tempesta perfetta industriale, finanziaria, monetaria, sociale, politico-istituzionale, a prendere in faccia secchioni di acqua ghiacciata che portano sfiducia, povertà, arretramento economico e lacerazioni sociali, ci siamo sempre noi o i greci.

Se gli altri vanno bene noi andiamo meno bene, se gli altri vanno male noi andiamo peggio. Così è stato e così continua a essere negli anni delle due Grandi Crisi finanziaria e sovrana. Non analizzeremo qui le cause interne e esterne della crisi greca, ma su quella italiana vogliamo porci a voce alta un paio di domande: perché sempre noi Italia abbiamo questo specialissimo appuntamento con la tempesta perfetta?

Perché ogni volta che arriva cominciamo a prendercela con gli altri e mai con noi? La mia risposta è che non solo negli ultimi venti anni abbiamo commesso un errore capitale, ma siamo così divorati dall’egoismo da non volerlo neppure riconoscere. Oggi scopriamo che la produzione industriale italiana batte in testa e facciamo finta di stupirci che addirittura Brescia si è fermata.

Questo giornale dal suo primo giorno di uscita ha denunciato che negli ultimi venti anni per logiche di potere e, negli ultimi dieci addirittura per logiche di potere diventate legge con il grimaldello automatico della spesa storica, la parte ricca del Paese ha estratto decine e decine di miliardi dal bilancio pubblico e se ne è appropriata sottraendole alla spesa di sviluppo dovuta alla parte più debole.

Questo assegno assistenziale ha narcotizzato gli spiriti vitali del Nord che si è nutrito di sostegno al reddito, ha perso la sua grande impresa perché il vizio indebolisce la virtù, e ha favoleggiato sugli effetti di lunga vita dell’interdipendenza tra Nord Italia e Nord Europa (soprattutto Germania) con la nostra manifattura di media taglia subfornitrice della manifattura tedesca…………………………………………………………………..

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