A. Mittal. Le aziende dell’indotto lanciano l’allarme, non possiamo pagare gli stipendi

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Agenpress –  “ArcelorMittal Italia sta lasciando lo stabilimento di Taranto senza aver pagato le aziende dell’indotto. I crediti delle aziende dell’indotto “gravano tutti sulle spalle di 6mila persone: imprenditori, lavoratori e famiglie. Non siamo nelle condizioni di garantire il pagamento degli stipendi“.

E’ quanto si legge in una lettera inviata da presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, che ha incontrato oggi il ministro Stefano Patuanelli, anche al Presidente della Repubblica e Premier.

“Una fabbrica chiusa non è una fabbrica che risolve i problemi ambientali, bensì una fabbrica che aggiunge ai problemi dell’inquinamento quelli sociali e occupazionali”, si legge ancora nelle lettera. “Se è vero, come è vero, che il governo considera lo stabilimento jonico una risorsa irrinunciabile dell’economia italiana, dovrà accelerare i tempi di intervento al fine di scongiurare un altro rischio incombente, che è lo spegnimento degli impianti, anticamera di una chiusura irreversibile”.

Marinaro, che ha incontrato anche il ministro Stefano Patuanelli, rivolgendosi al governo ha inoltre sollecitato “in primis la garanzia di corresponsione di tutti i crediti finora maturati”, dalle aziende dell’indotto, “oltre 50 milioni di euro”, sottolineando che, prima dell’arrivo di ArcelorMittal, “hanno già sacrificato ben 150 milioni di euro” al momento del passaggio dell’Ilva all’amministrazione straordinaria.

La Confidustria di Taranto ha quindi chiesto l’impegno per “la continuità della fabbrica, pur con le eventuali rimodulazioni, al momento più che ipotizzabili, determinate sia dalle congiunture nazionali e internazionali sia da quelle locali” e “l’avvio di tutte le iniziative utili a garantire le necessarie tutele normative in favore delle aziende operanti nell’indotto di Taranto, con particolare riferimento alla predisposizione di appositi ammortizzatori sociali”.

Infine tra le richieste anche “l’estensione anche alle imprese dell’indotto dell’impegno già assunto da alcuni istituti di credito, su sollecitazione dell’Abi, a sospendere le rate dei mutui dei prestiti personali di tutti i dipendenti, nonché a mettere in atto misure specifiche per il finanziamento delle imprese fornitrici del centro siderurgico”.