Fabrizio Cicchitto (ReL): Giustizia, i grillini vogliono lo Stato di polizia

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Agenpress. In Italia rischiamo di avere un autentico stato di polizia sommando quello che è avvenuto nei cruciali anni ’92-’94 ad altre iniziative legislative prese durante il governo Monti a quelle oggi in discussione.

La dimostrazione che non sempre gli avvocati hanno consigliato bene Berlusconi sta nel fatto che nel 2012 malgrado che diversi esponenti di Forza Italia esprimessero su di essa il proprio dissenso, l’on. Ghedini diede via libera ad una legge liberticida qual è la legge Severino che per i reati fiscali e per corruzione prevede la sospensione dalle cariche elettive al primo grado di giudizio per gli amministratori locali e in caso di condanna definitiva con pena superiore a due anni la decadenza per i parlamentari.

Questa legge ha previsto anche quel nuovo reato di traffico illecito di influenze che sommato insieme con quello già esistente altrettanto impalpabile e discrezionale che è l’abuso in atti d’ufficio dà ai pm un potere di vita e di morte su parlamentari e amministratori locali. Come se tutto ciò non bastasse adesso è all’opera una singolare figura di ministro di Grazia e Giustizia quale è l’on. Bonafede che pur essendo avvocato supera sul terreno del giustizialismo il dottor Davigo che è pm, ma ha ben altra statura sul piano tecnico e culturale. Bonafede vuole sancire l’eliminazione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, ciò vorrebbe dire tenere una persona sotto processo per circa 15-20 anni anche per una ragione elementare che riguarda la scelta nelle dinamiche processuali: tra due fattispecie, quella di un imputato assolto in primo grado e quella di un imputato condannato è evidente che la magistratura dà la precedenza per il giudizio al secondo anche per ragioni di equità. È augurabile che il PD, Italia Viva e LeU non facciano passare questa follia.

L’ultima questione riguarda la cosiddetta lotta all’evasione. Sono sacrosante le misure riguardanti la tracciabilità della moneta, l’aumento della pressione fiscale e il conseguente accertamento nei confronti dei grandi gruppi internazionali che agiscono su internet e quella volta a contrastare l’elusione messa in atto in genere dai grandi gruppi nazionali. È invece davvero inquietante il pacchetto che prevede la condanna dai 4 agli 8 anni in caso di evasione di una cifra da 100.000 euro in su con il sequestro dell’azienda. La spropositata pena massima di 8 anni è funzionale alle intercettazioni telefoniche.

Non sfugge a nessuno che queste misure sommate a tutte le altre mettono in atto uno stato di polizia che può essere perseguito solo da chi, essendo estraneo a qualunque attività economica, ha l’obiettivo di una “decrescitai infelice” attenuata da una generalizzazione del reddito di cittadinanza e da una serie di altri bonus sociali realizzati tutti in deficit perché un modello di questo tipo esclude da un lato qualunque taglio alla spesa pubblica e dall’altro investimenti in infrastrutture, in tecnologia, in ammodernamento della pubblica amministrazione.

Così Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Liberta’, ex presidente della commissione affari esteri della Camera intervenendo su il quotidiano Il Tempo.