A. Mittal. Commissari, da gruppo violenza e minacce. Firmò contratto dopo 1 anno verifiche

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Agenpress – Nel ricorso d’urgenza dei Commissari contro l’atto di recesso del gruppo franco-indiano i legali parlano di “gravissima” e “unilaterale” iniziativa con cui ArcelorMittal vuole sciogliere il contratto di affitto dell’ex Ilva e che riguarda un impianto industriale di “interesse strategico, determinerebbe (…) danni sistemici incalcolabili” in definitiva a carico dell'”intera economia nazionale” e creando anche “una gravissima crisi occupazionale” e lasciano “irrisolte (…) problematiche ambientali e di sicurezza”.

“Arcelor Mittal non è un turista passato per caso per Taranto quale tappa per raggiungere una località balneare del Salento: è il maggiore player mondiale nella produzione dell’acciaio che, dopo oltre un anno di due diligence, verifiche tecniche, negoziazioni, sopralluoghi ed esami tecnici, ha stipulato un contratto vincolante per l’acquisto”, a valle di un periodo di conduzione in affitto, “dei complessi aziendali che rappresentano il cuore della industria siderurgica italiana”, si legge ancora in un passaggio del ricorso d’urgenza depositato venerdì scorso al Tribunale di Milano dai legali dei commissari dell’ex Ilva per chiedere di inibire il gruppo franco-indiano di sciogliere il contratto e riconsegnare gli stabilimenti.

Secondo i commissari, la società leader mondiale nel campo dell’acciaio sa “perfettamente che laddove esistano problematiche di sicurezza degli impianti condotti in affitto, i relativi obblighi sotto il profilo delle rispettive responsabilità” sono a carico in primo luogo dello stesso affittuario.”

L’iniziativa di ArcelorMittal di sciogliere il contratto di affitto dell’ex Ilva “nulla c’entra con le giustificazioni avanzate che non pervengono neppure ad un livello di dignitosa sostenibilità: essa è invece semplicemente strumentale alla dolosa intenzione di forzare con violenza e minacce un riassetto” dell’obbligo contrattuale “precedentemente negoziato (…) che il gruppo (…) evidentemente non ritiene più rispondente ai propri interessi”.