M5S. Di Maio attaccato dai suoi, ma lui vola in Sicilia e si gode arancine e cannoli con ricotta

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Agenpress – E’ stato un “fallimento“, bisogna prenderne atto. Luigi Di Maio in primis. “Usiamo Rousseau per davvero, non come scudo dietro cui nascondersi”, tuona Roberta Lombardi in un durissimo post su Facebook in cui peraltro chiede che siano gli attivisti di Emilia Romagna e Calabria a decidere se il M5s deve stringere alleanze e con chi. “E non per procrastinare la presa di coscienza dell’inevitabile, ovvero che il ruolo del capo politico singolo ha fallito e che l’unica grande riappropriazione della propria identità è lavorare come intelligenza collettiva, riconoscendola e rispettandola”.

Anche il senatore Nicola Morra, dai microfoni di Radio 24, attacca: “Il voto su Rousseau dimostra che l’uomo solo al comando scoppia, c’è la necessità di gestire il Movimento in maniera più collegiale e plurale”, alle regionali, continua, “dobbiamo difendere la nostra identità, perché dovremmo sostenere Bonaccini? La richiesta degli attivisti è un’altra”. Dalila Nesci,  deputata del M5S, ci va giù pesante: “Adesso deve cambiare la dirigenza politica, l’uomo solo al comando è un errore che altri hanno commesso e che non dovremmo ripetere, una sola persona non può gestire tutto e la riprova è il momento di difficoltà che viviamo. Abbiamo dei problemi di trasparenza e chiarezza”

Ma il diretto interessato, si difende e dice: “Quando siamo arrivati al governo ci siamo chiusi là dentro perché volevamo fare tutto il possibile e il prima possibile. Ma mi sono accorto che mentre, in buona fede, facevamo questo, perdevamo sempre più il contatto con la gente”.

 “Siamo al governo da 18 mesi, ma per fare tutto quello che vogliamo fare ci vogliono 5 anni. Chi non ha fatto niente per 30 anni oggi viene da me, che ho 30 anni, rimproverandomi di non avere fatto abbastanza”, ha detto ancora.

“Lasciamo in pace i cittadini di Calabria ed Emilia Romagna, vengono trattati come persone che non sanno votare, in molti li considerano solo alla stregua di percentuali per calcoli elettorali. Dall’esito delle regionali non dipende il destino del governo nazionale. E, comunque, se e quando stare in questo governo non ci starà più bene lo diremo da soli”, ha proseguito   intervenendo a Sciacca (Agrigento), in un incontro con simpatizzanti ed elettori del Movimento 5 Stelle.

“Qualcuno mi ha criticato: sei ministro degli Esteri e vai in Sicilia? Sì, sono qui perché negli stessi giorni in cui si aiutava Venezia bisognava aiutare la Sicilia colpita dal maltempo. Sono venuto a chiedere scusa a nome dello Stato a molti sindaci: in questo territorio ci sono stati anche morti per maltempo”.

A fine giornata dopo l’incontro con gli amministratori della città di Pirandello, Di Maio si è fermato in un locale dove all’esterno era stata allestita una tavola per un apericena. Per Di Maio un assaggio di arancine e di cannoli con ricotta. Una breve pausa prima di recarsi ad Agrigento dove in serata incontrerà attivisti e simpatizzanti in piazza, a conclusione della prima tappa del suo tour in Sicilia che terminerà domenica.