Pignoramento conti correnti. Prof. Lupi: “se non paghi inizia la procedura di riscossione”

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Agenpress –  “Sono cose che ho già sentito nel 2010, quando la stessa cosa fu fatta per l’iva, l’irpef. Cioè prima bisognava aspettare l’iscrizione al ruolo per pagare, quindi c’era questa duplicità di atti, che prima era triplice. Io ho sempre detto che andava bene quella riforma del 2010 infatti non è cascato il mondo. L’agenzia delle entrate, se ti trova il conto, ci entra con la garanzia della riscossione, adesso i Comuni potranno fare la stessa cosa”.

Così il Prof. Raffaello Lupi, tributarista, è intervenuto ai microfoni di  Radio Cusano Campus, riguardo il presunto pignoramento dei conti correnti che potrebbe essere inserito nella legge di bilancio.

“Io ti ho chiesto l’Imu e in base a ciò che ti ho chiesto nell’avviso di accertamento tu, in tutto o in parte, a seconda delle regole, lo devi pagare, se non lo paghi inizia la procedura di riscossione, con le sue cautele, non è che prima non ti avvertano. Non è che ti spariscono i soldi dal conto subito, ci sono degli avvisi che ti dicono che devi pagare altrimenti inizia la procedura di riscossione. C’è un allarme nel Paese, creato ad arte dai politici che si devono far sentire, dai giornali perché bisogna venderli, dalle tv che devono fare audience. Gli estremi colpiscono le emozioni. La gente ha da fare e va di fretta, quindi ha tendenze istintive del tutto legittime. Se a me chiedono una cosa sui vaccini rispondo istintivamente perché mi occupo di altre cose. Non è che possiamo essere esperti tutti di tutto. Se non c’è fiducia negli esperti, va a finire che la gente vada d’istinto. La realtà è quello in cui la gente crede, può non piacere ma in buona misura è sempre stato così. Quindi si colpiscono le emozioni con cose che fanno sensazione”.

Sul contrasto all’evasione fiscale. “Non c’è un fenomeno da contrastare, c’è un imponibile da determinare. Quando la gente si deve tassare da sola è chiaro che un po’ di cresta la fa. Facciamo l’esempio del pasticcere, devi mandare uno che valuti quanto possa guadagnare un pasticcere e la sua dichiarazione dei redditi. Solo che questo non si può fare contabilmente, devi fare una valutazione, come con l’agricoltura. Se devi tassare l’idraulico devi vedere quanto guadagna, noi ci siamo dimenticati di questo pezzo. Quello non è un mondo di ragionieri, è un mondo di valutazioni come è sempre stato il mondo del fisco”.

Sui condoni. “Una volta Berlusconi disse: io al popolo delle partite iva come li tasso se non li tasso per condono? Era un’uscita ingenua. Questi condoni che ha fatto il governo gialloverde non erano condoni, ma sistemazioni di pratiche. A forza di non fare valutazioni si crea un contenzioso terribile dove nessuno capisce più niente. Allora il governo gialloverde ha detto: non paghiamo le sanzioni, paga solo l’imposta. Ma la cosa ha funzionato, tant’è vero che aveva iniziato il governo Gentiloni a farlo”.