Suicidio assistito. Consulta, non è punibile chi aiuta una persona affetta da patologia irreversibile

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Dj Fabo

Agenpress –  Non è punibile chi aiuta al suicidio “una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di intollerabili sofferenze fisiche o psicologiche, ma che resta pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. Non punibilità, però, a determinate condizioni, in particolare a partire da una “procedura medicalizzata”. E la verifica delle stesse condizioni deve essere compiuta da una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale. Così la Consulta nelle motivazioni della sentenza sul fine vita.

La pronuncia con cui la Consulta ha escluso in determinati casi la punibilità dell’aiuto al suicidio non crea “alcun obbligo di procedere a tale aiuto in campo ai medici”.  Pertanto “resta affidato alla coscienza del singolo medico scegliere se prestarsi o no ad esaudire la richiesta del malato”. A sollevare l’incostituzionalità della norma che punisce l’aiuto al suicidio erano stati i giudici milanesi nel processo a Marco Cappato per il suicidio assistito di Dj Fabo.