Congresso Amsi: nei prossimi 10 anni necessitano 130 mila medici

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Agenpress. I numeri della carenza di medici sono sempre più impressionanti. L’Associazione nazionale medici di origine straniera in Italia (Amsi), il Movimento internazionale “Uniti per Unire”, e l’Unione Medica Euro Mediterranea (UMEM)dopo un’ attenta ed accurata indagine nel settore come ogni anno da circa 10 anni ,hanno presentato  in apertura del Congresso Amsi svoltosi a Roma presso la Clinica Ars Medica le statistiche della carenza medici, infermieri e fisioterapisti di cui il servizio sanitario italiano ha bisogno entro il 2030. Al Congresso Il Programma scientifico successivamente ha trattato l’argomento di Traumatologia Stradale; Diagnosi, trattamento chirurgico e riabilitativo accreditato con 6 Ecm per tutte le professioni.

Quello della carenza dei professionisti della sanità è un fenomeno alquanto preoccupante, dato che si sta sviluppando, contemporaneamente, ad un altro problema abbastanza grave: la sempre più crescente richiesta di medici italiani di trasferirsi all’estero. Un argomento di ineludibile importanza, dato che entro il 2030 saranno circa 130 mila i medici di cui si avrà bisogno sia nel settore pubblico che in privato in base alle richieste giunte all’Amsi, il numero delle strutture e le condizioni socio-economiche di ogni regione.

Così il fabbisogno di ogni regione di medici entro il 2030: Lazio (16mila), il Veneto (13mila), Piemonte (11mila), Lombardia (10mila), Emilia Romagna (10mila), Puglia (9mila), Toscana (6mila), Campania (6mila), Sicilia (6mila), Molise (5mila), Abruzzo (5mila), Liguria (5mila), Umbria (5mila) , Marche (4mila), Calabria (4mila), Friuli Venezia Giulia (4mila), Sardegna (3mila) , Basilicata (3mila), Valle d’Aosta (3mila) e Trentino Alto Adige (2mila).

Inoltre mancheranno sempre entro il 2030; 75 mila infermieri e 35 mila fisioterapisti per colpa del precariato e sottopagamento sia nel privato che nel pubblico.

Dal 1 gennaio 2017 fino al 31 ottobre 2019 sono stati, infatti, richiesti all’Amsi 10 mila professionisti della sanità: in particolare, 6000 medici, 3000 infermieri e 1000 fisioterapisti. Per quanto riguarda i medici, la Regione che ha avanzato le richieste maggiori è il Veneto (600), seguita dal  Piemonte (600), Lombardia (500), Puglia (500), Lazio (500), Toscana (400), Campagna (400), Emilia Romagna (400), Sicilia (200), Molise (300), Abruzzo (200), Liguria (200), Trentino Alto Adige (100), Umbria (300), Marche (200), Calabria (100), Basilicata (100), Valle d’Aosta (100), Friuli Venezia Giulia (150) e Sardegna (150).

Le specializzazioni maggiormente richieste sono inerenti al campo dell’Anestesia, Ortopedia, Medicina d’urgenza e Pronto Soccorso , Radiologia, Chirurgia, Neonatologia, Ginecologia, Pediatria, Cardiologia, Neurochirurgia, Geriatria, Medicina sportiva, Medici nelle località turistiche ed anche Medici di famiglia.

«Ci dispiace ripetere che le nostre proposte e richieste ad oggi sono poco ascoltate e addirittura c’è il timore ad affrontare alcune di queste come abbiamo sollecitato tante volte per i concorsi pubblici e l’obbligo della cittadinanza italiana; inoltre bisogna creare le condizioni favorevoli nell’ambito  lavorativo  e della ricerca universitaria (urgono 10 mila borse di specializzazione e assumere i medici specializzandi) per portare in controtendenza  questi dati, contrastando i bassi salari,precariato e  lo sfruttamento lavorativo e la dilagante  burocrazia che, purtroppo, si espande sempre più nell’ambito dell’esercizio della professione medica – ha dichiarato il Fondatore dell’Amsi e di Uniti per Unire e Membro del GDL Salute Globale  Fnomceo  Foad Aodi – È necessario sostituire specialisti che vanno in pensione e abbreviare il periodo del riconoscimento dei titoli di studio esteri  e consentire ai medici stranieri, i quali  hanno esercitato la professione in Italia da più di 5 anni e non possiedono la cittadinanza italiana, di poter sostenere concorsi pubblici e stipulare contratti a tempo indeterminato almeno per 5 anni e per contrastare  la cosiddetta  ‘fuga dei cervelli’ che stima  ogni anno circa 4000 professionisti della sanità italiani e stranieri  lasciando l’Italia per una meta più vantaggiosa. È un passaggio ormai urgente e necessario per integrare in pieno gli stessi medici stranieri nel SSN sia pubblico che privato e per non farli sentire non accettati.  Noi tutti, uniti, ribadiamo il nostro netto no alla “guerra tra poveri” e non accettiamo più metodi di sotto-pagamento (7 Euro all’ora), compensi in ritardo e la discriminazione nell’ambito lavorativo per tutti i professionisti della sanità sia di origine straniera quanto italiana».

Ringraziamo tutti i Ministri, Vice Ministri, Sottosegretari, Sindaci, Fnomceo e FNOPI che hanno inviato i loro messaggi al congresso Amsi e ringraziamo il Vice Ministro della Salute Senatore Pierpaolo Sileri per il suo messaggio tramite il quale conferma la sua attenzione e impegno, insieme al Ministero della Salute, riguardo le questioni della carenza dei medici ,fuga all’estero ed i concorsi pubblici per i medici stranieri senza cittadinanza definita dallo stesso Sileri “Istanza di civiltà”.