Savona. Cade l’intonaco di una galleria sulla A6: chiusa. Dossier del Mit: “200 gallerie italiane a rischio”

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Agenpress – Ancora un crollo in galleria dopo quelli sulla A26 e sulla A10. Nella notte è crollato parte di intonaco della volta della galleria “Ricchini”, nel comune di Quiliano (Savona), sulla A6 Torino-Savona. La galleria è rimasta chiusa in direzione del capoluogo piemontese ed è stata riaperta in mattinata dopo che i materiali caduti sono stati rimossi. La A6 è la stessa autostrada dove il 24 novembre è crollato un pezzo di viadotto travolto da una frana.

Quando l’intonaco si è staccato dalla volta della galleria, intorno all’una e mezza di notte, non transitava alcun veicolo. L’intervento di rimozione, pulizia e messa in sicurezza sulla A6, gestita da Autostrada dei Fiori, si è concluso prima dell’alba senza causare problemi al traffico.

Due mesi fa, prima del crollo al tunnel Bertè sulla A26, il Consiglio dei Lavori pubblici (organo tecnico del ministero delle Infrastrutture) aveva inviato una lettera alla direzione del Mit, ad Autostrade per l’Italia, ai Vigili del Fuoco e ai Provveditorati dell’Opere pubbliche per segnalare 105 gallerie a rischio. Il report è emerso tra i file sequestrati nell’indagine sul Ponte Morandi. Ma ci sono altre novanta gallerie pericolose sparse per tutta la rete autostradale gestite da altre società.

Il report dell’organo tecnico del ministero di Piazzale di Porta Pia, che il quotidiano La Repubblica ha ripreso, evidenzia una gestione scellerata non solo a carico di Aspi ma anche di altre concessionarie. Tutti i tunnel di oltre 500 metri, ad esempio, presentato pericoli di incidenti o crolli: sono privi di impermeabilizzazione e soggetti a infiltrazioni di acqua; mancano di sistemi di sicurezza; di corsie di emergenza e vie di fuga; di videosorveglianza; di sensori di rilevamento fumi e sistemi di allarme antincendio; di luci di guida in caso di evacuazioni; di stanze a tenuta stagna; di un responsabile che effettui dei controlli. Insomma sono fuori norma rispetto alla direttiva europea 54 del 2004 sui requisiti minimi di sicurezza, secondo cui le concessionarie avrebbero dovuto conformarsi entro il mese di aprile del 2019.