Gregoretti. E’ il giorno di Salvini. Vogliono eliminarmi per via giudiziaria, vado a testa alta

543

Agenpress –  “E’ un dovere che sento per il Paese e i miei figli: la Costituzione prevede difesa dei confini. Non era un mio diritto ma un mio dovere”. Così Matteo Salvini, parlando ai cronisti a margine della discussione sul caso Gregoretti.

Il Senato  esaminerà la richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti. All’ex ministro dell’Interno il tribunale del ministri contesta l’ipotesi di sequestro di persona per i 131 migranti, rimasti per 4 giorni sulla nave militare prima dello sbarco ad Augusta il 31 luglio 2019. Il voto del Senato – palese e a maggioranza assoluta dei componenti del Senato – sarà definitivo e dovrebbe arrivare prima di pranzo. L’esito finale sarà però ufficializzato in serata perché le urne resteranno aperte fino alle 19 circa per lasciare il tempo a tutti di esprimersi.

“Ho scelto io contro il mio quieto vivere di andare davanti a un tribunale. Orgoglioso di aver salvato migliaia di vite umane”.

“Pronto per intervenire in Senato, a testa alta e con la coscienza pulita di chi ha difeso la sua terra e la sua gente. ‘Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui'”, scrive su twitter citando una frase del poeta Ezra Pound.

“Vogliono mandare Salvini a processo. Governo assente!”,  pubblicando una foto degli scranni del governo vuoti durante la discussione. “Che pena, senza vergogna… Non sono minimamente preoccupato”.

“Confido nella terzietà dei giudici, a differenza di altri io non scappo. Spiace che qualcuno a sinistra, in Italia e nel mondo, cerchi di eliminare il suo avversario per via giudiziaria”, ha aggiunto-  “Noi siamo diversi. Io non chiederò mai che siano i giudici a giudicare Zingaretti, Conte e Di Maio. Il giudizio che conta  è quello del popolo”.