Processo penale. Via libera in Cdm. C’è lodo Conte bis. Ecco cosa prevede

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Agenpress – In Cdm  non sarebbe dovuto arrivare il lodo Conte bis, ovvero l’accordo per modificare la riforma Bonafede siglato la settimana scorsa, ma in ‘zona Cesarini’ l’intesa raggiunta da M5S, Pd e Leu ha avuto il disco verde del Consiglio dei ministri, trovando spazio nelle riforma del processo penale.

 “Purtroppo devo prendere atto che da Iv si è mantenuta una posizione iniziale e non si è mai spostati ritenendo di essere depositari della verità. Ma una verità di cui è depositaria una sola forza politica non esiste, esiste invece una mediazione. Ringrazio quindi le altre forze politiche e il ministro Bonafede che si sono resi disponibili a questa soluzione”, ha detto il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Mi spiace – ha poi aggiunto – che Italia viva non abbia voluto dare il suo contributo a questo risultato. Credo che per una forza politica sia sempre una sconfitta non sedersi a un tavolo, rinunciare a lavorare insieme ai propri compagni di viaggio per il bene del Paese”. “Un ministro – ha sottolineato allora – ha sempre la responsabilità di partecipare al Cdm, è qui che si prendono le decisioni”.

Riduzione dei tempi del processo penale, la cui durata non può superare i 4-5 anni, con una stretta alle indagini preliminari, ma termini meno rigidi per le sanzioni ai magistrati che non li rispettano, per i quali è prevista la segnalazione da parte del dirigente degli uffici ai titolari dell’azione disciplinare. E la previsione di investimenti per assunzioni di magistrati e personale amministrativo.

E’ quanto prevede il disegno di legge delega sul processo penale, approvato dal Consiglio dei ministri. Nel testo è stato alla fine inserito anche il Lodo Conte bis, con le modifiche alla riforma della prescrizione, che prevede lo stop dopo della prescrizione solo dopo la sentenza di primo grado di condanna e una ‘prescrizione lunga’ per gli assolti. Ma se il condannato viene assolto in secondo grado potrà ‘recuperare’ la prescrizione bloccata.

L’approvazione della riforma del processo penale “è il segno che quando si lavora con serietà e impegno i risultati, seppur faticosi, arrivano”, ha affermato ancora Conte aggiungendo: “Per vincere dobbiamo giocare tutti nella stessa squadra, se si gioca pensando a sé la partita non la possiamo vincere, siamo destinati perdere. Se si fanno sgambetti perdiamo la partita”.

Quanto a “Bonafede si è reso disponibile a trovare soluzione di mediazione, un compromesso, non al ribasso, ma sostenibile, plausibile e coerente. Bonafede, Leu e Pd sono stati disponibili”, ha affermato Conte al termine del Cdm. Se temo la fine del governo? “Chi mi conosce sa che non ho arroganza né paura, posso garantire agli italiani che fino all’ultimo giorno, quando saremo qui daremo sempre garanzie per perseguire gli interessi degli italiani fino all’ultima ora”. “Da presidente del Consiglio non riesco a capire cosa significa dal punto di vista della logica la sfiducia a Bonafede. Di cosa lo accusiamo? E’ a mio avviso irrazionale e irragionevole, sarà un mio limite”, ha affermato. Semmai si dovesse arrivare a una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Bonafede, “ne trarrei le conseguenze…“, ha assicurato.

La durata delle indagini preliminari varia a seconda dei reati, e va da sei a 18 mesi. Se entro tre mesi dalla scadenza dei tempi il pm non notifica l’avviso di conclusione delle indagini o non chiede l’archiviazione deve depositare gli atti e avvisare l’indagato e la difesa, che possono prenderne visione e averne copia. Il mancato rispetto di questo obbligo, se dovuto a negligenza inescusabile, costituisce un illecito disciplinare. Saranno i procuratori a stabilire quali notizie di reato hanno la precedenza in base a criteri stabiliti nei progetti organizzativi dell’ufficio. Dopo la prima udienza il giudice, se non si esaurisce il dibattimento, deve comunicare alle parti il calendario delle udienze.

Riduzione dei tempi dei processi fino a una durata di 4-5 anni per i tre gradi di giudizio, ma nessun limite per i reati di mafia e terrorismo e per quelli più gravi di corruzione. Ma il Consiglio superiore della magistratura può modificare la previsione dei tempi secondo le situazioni degli uffici, con cadenza biennale e sentito il ministro della Giustizia. Nel nuovo testo è stata ‘ammorbidita’ la parte relativa alle sanzioni per i magistrati.

I tempi previsti sono un anno per il primo grado, due per il secondo, uno per la Cassazione, quindi 4 anni, per i processi davanti al giudice monocratico, due anni per il primo grado, due per il secondo e uno per la Cassazione, in tutto 5 anni, per i processi davanti al giudice collegiale.

Il “dirigente dell’ufficio” è tenuto a “vigilare sul rispetto delle previsioni e segnalare all’organo titolare dell’azione disciplinare la mancata adozione delle misure organizzative quando imputabile a negligenza”.

Nuove regole riguardano i riti alternativi e sono fissati paletti per la possibilità di ricorrere in appello. Il deposito degli atti in tutti i processi può essere fatto per via telematica. Sulla digitalizzazione c’è l’impegno di investimenti così come sull’assunzione di magistrati e personale amministrativo.