Pella (FI): “Calo produzione industriale ed export, disallineamento occupazionale: segnali di allarme chiari”

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Agenpress. Dopo il forte calo della produzione industriale, anche i dati dell’ISTAT sull’export contribuiscono a dipingere una tela dalle tinte fosche e sempre più grigie. Nel mese di dicembre, infatti, è calato, anche quel settore che tradizionalmente solleva la bilancia del Paese, compromesso dalla guerra sui dazi, dalla diminuzione della domanda sia del mercato interno sia del mercato extra-comunitario, dalla stessa stagnazione tedesca che influisce sull’economia di tutta l’eurozona.

Il che ci rende non solo l’ultimo Paese per crescita, ma il Paese europeo con il più basso ritmo di crescita, che é in verità il dato più allarmante, a dimostrazione che le misure attuate non hanno dato affatto i risultati attesi.

Anche sul fronte dell’occupazione oggi la Cgia di Mestre ci dice che gli imprenditori non trovano il 32,8% di potenziali nuovi assunti: il reddito di cittadinanza non aveva forse il primo scopo di riqualificare e dare competenze tramite i rivoluzionati centri per l’impiego? Dopo quasi un anno di sussidio, invece, siamo al puro assistenzialismo e ci troviamo di fronte al paradosso che chi crea lavoro non trova profili qualificati e pronti a entrare nel mondo del lavoro, sia al Nord sia al Sud del Paese. Un disallineamento di tale portata ci indica una via da percorrere con urgenza e priorità sul fronte dell’istruzione e del dialogo con il mondo produttivo.

Allo stesso tempo non possiamo ritardare ulteriormente il dialogo con l’Europa per la negoziazione di misure e strumenti in grado di iniettare fiducia e flessibilità, contrastando quelli che saranno anche gli inevitabili effetti sull’economia di COVID-19 ed evitando di ricadere nuovamente in politiche restrittive e di tagli lineari di cui il Paese ha già fatto ampiamente le spese.

Dichiarazione dell’On. Roberto Pella Commissione V Bilancio, programmazione e tesoro