L’opinione di Roberto Napoletano. La cassaforte a uomini con il Sud in testa

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Agenpress. Qualcosa si muove, ma non so se si è capito fino in fondo che c’è un solo modo per rimettere in moto l’economia nazionale. Per dare un futuro all’Italia o, per lo meno, allungare i tempi della sopravvivenza del Nord produttivo, occorre aprire il cantiere Mezzogiorno con le opere dell’alta velocità ferroviaria e delle nuove reti infrastrutturali in genere.

Bisogna che sia chiaro a tutti che annunciare un piano decennale per il Sud ha valore perché riconosce la priorità nazionale, ma non vale niente se non si traduce in attività immediate, riscontrabili, e se non si operano le scelte giuste degli uomini giusti per garantire una esecuzione di lungo termine dei progetti di sviluppo. Su questo, non sono ammessi gattopardismi di sorta.

A partire dalla tornata di nomine prossime venture dei soggetti pubblici economici di cui lo Stato ha ancora il controllo o ne è comunque un azionista importante. Rispettare il merito e le indicazioni degli investitori mi sembra doveroso, ma la vera rivoluzione sarà scegliere persone capaci che hanno una sensibilità meridionalistica perché le chiavi della cassaforte le avranno loro. Saranno questi signori a decidere se mettere più o meno soldi sugli investimenti nelle regioni meridionali.

Sono questi capi azienda che dovranno avere al loro fianco gli ingegneri che sanno affrontare e superare i problemi tecnici. Saranno loro a dovere dimostrare sul campo di essere manager impermeabili alle mani dirette e indirette della criminalità organizzata.

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