L’opinione di Roberto Napoletano. La mega fusione tra Intensa e Uni Banca, il campione europeo giochi la carta Sud

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Agenpress – Per la prima volta non si mette insieme una cosa buona e una cosa marcia. Mettiamo insieme due cose buone e viene fuori un bestione
bancario che vale come impieghi circa il 25% del prodotto interno lordo italiano, 450 miliardi. Intesa San Paolo e Ubi messe insieme hanno 1,1 trilioni di risparmi in gestione, e cioè mille e cento miliardi, un valore che è pari a oltre la metà della ricchezza prodotta dall’intero Paese.

Forse, così, abbiamo capito di che cosa stiamo parlando. Siamo alla grande banca del Paese che gioca alla pari con le grandi banche europee, siamo in terza o in settima posizione a seconda delle graduatorie europee, ma ci siamo con la forza italiana del suo player più globalizzato. Che deve giocare e vincere nel suo Mezzogiorno la partita più delicata. Questo, per noi, è il punto dirimente.

La scommessa di Messina sull’Italia era nota, come quella (sua) cultura di mercato che non guarda solo all’oggi ma molto più in là. Adesso si coglie la determinazione del progetto sistemico, si afferrano la dimensione globale e la forza interna del disegno strategico. Qualcosa che è merce rara, in questo Paese, ma che proprio per questo merita di essere sottolineata anche perché l’operazione si fa carta su carta e il mercato quasi non fa prezzo dall’euforia per la preda ma loda in modo significativo anche il predatore. A dimostrazione che quando si ha in testa un disegno di lungo termine fondato su pilastri solidi il mercato ha le antenne giuste per capirlo.

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