Catasto. Ok della Commissione bicamerale alla riforma, si passerà dai vani ai metri quadri

461

Agenpress – Vista “l’obsolescenza del sistema estimativo catastale” bisogna per prima cosa creare un “cassetto fiscale” degli immobili, per semplificare e allineare le banche dati, e poi procedere a una “riforma del catasto” che porti a “una maggiore equità” mantenendo “invariato il prelievo fiscale complessivo”.

E’ l’indirizzo espresso dalla commissione bicamerale di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, che ha votato all’unanimità il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva per la “riforma della fiscalità immobiliare”.

L’attuale sistema, rileva il documento, è basato su una normativa “mai sostanzialmente modificata, risalente al 1939, costruita in un contesto assai differente dall’attuale, e su una revisione generale degli estimi del catasto edilizio urbano risalente al 1988-89”.

La riforma, come si legge nel documento approvato questa mattina, dovrebbe basarsi sul passaggio ai metri quadri (dai vani) come unità di misura, considerando nel calcolo delle rendite anche “elementi posizionali – come l’affaccio – e urbanistici” e prevedendo una “dinamicità della rendita”, da fare valere anche “con modalità in grado di incentivare adeguamenti statici, sismici ed energetici”.

Per attutire l’impatto della revisione degli estimi, il Parlamento suggerisce di prevedere adeguato “coinvolgimento dei cittadini”, campagne di comunicazione istituzionale e “un periodo transitorio di test” una volta approvati i nuovi valori catastali (si paga con le vecchie regole ma si elaborano le imposte anche con le nuove) in modo da “testare le possibilità di variazione da apportare alle aliquote al fine di mantenere invariato” il gettito complessivo.