L’opinione di Roberto Napoletano. La forza dell’aritmetica e la pavidità degli uomini

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Roberto Napoletano Direttore del Quotidiano del Sud e l'Altravoce dell'Italia

Agenpress. Solo un cieco può non vedere il circolo vizioso italiano, ma questo tipo particolarissimo di cecità è la malattia più diffusa nella classe dirigente del Paese. Hanno tutti gli occhi chiusi. I pochi che provano a aprire una palpebra sono rispediti con derisione nel buio collettivo. L’aritmetica è il più potente integratore per chi vuole avere il cervello sempre in allenamento e muovere i sensori giusti per rompere il velo comune della cecità. Purtroppo, anche la forza della aritmetica nulla può contro la pavidità degli uomini di potere.

Quel misto di opportunismo, timore riverenziale e piccolo cabotaggio, che consiglia di non disturbare mai il grande manovratore. Tendenzialmente del Nord. Tendenzialmente padroncino della doppia morale. Tendenzialmente abituato a fare i conti ogni giorno senza mai chiedersi che cosa potrà succedere nei prossimi cinque-dieci anni.

Eppure l’aritmetica, di fonte Eurostat, interpretata da un uomo libero qual è Adriano Giannola ci dice che il reddito pro capite del Piemonte nel 2000 era pari al 131% di quello medio europeo e nel 2017 si ferma al 102% e, cioè, sull’uscio che spalanca le porte del girone dei Paesi in transizione verso il Mezzogiorno d’Europa.

Sempre l’aritmetica, udite udite, ci dice che destino analogo tocca alla Toscana e, addirittura, al Friuli Venezia Giulia. Abbiamo citato tre regioni tra le più indebitamente foraggiate dalla spesa pubblica italiana, sottratta alle infrastrutture di sviluppo del Mezzogiorno, ma non può passare inosservato il dato che, nello stesso periodo, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto hanno perso rispettivamente 25, 29 e 34 posizioni.

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