Coronavirus. Caruso (Pres. Soc. it. Virologia). “Chi dice che è come una semplice influenza è un’ignorante in materia”

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Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia

Agenpress – “Tra virologi abbiamo tutti le idee chiare, quelli che si spacciano per virologi sono un’altra categoria. Noi virologi siamo da sempre convinti che il virus sia molto serio e pericoloso, quindi dobbiamo prendere provvedimenti rapidi ed efficaci, anzi avremmo dovuto già prenderli. Cerchiamo di passare sopra a quanto fatto, di bene e di male, fino ad oggi. Chi dice che è come una semplice influenza è un’ignorante in materia, basta guardare i numeri che ci dicono che vi è una mortalità del 2,5% sui casi accertati, quindi una mortalità molto alta per un’infezione respiratoria”.

Così Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia,  intervenuto ai microfoni di  Radio Cusano Campus sull’emergenza Coronavirus.

“E’ più facile che questi virus attaccando un organismo già debilitato portino a conseguenze più drastiche, però non possiamo non notare che anche giovani, come il 38enne di Cologno, siano in rianimazione. Quindi non vuol dire nulla l’età, nessuno di noi può sapere se il proprio organismo reagirà bene al virus pur avendo un’età non avanzata. Errori delle istituzioni? Sicuramente si poteva fare molto meglio. I tavoli di lavoro non hanno mai incluso la società italiana di virologia, il che è abbastanza grave.

Se c’era una società che poteva dare un apporto importante era proprio la società di virologia. Le misure che sono state decise in un primo momento erano dovute alla convinzione, da subito contrastata da noi virologi, che l’infezione non si potesse trasmettere da pazienti asintomatici. Oggi sappiamo che è possibile e quindi questo ha un po’ spiazzato tutti. Abbiamo messo in atto misure importanti, abbiamo fallito in qualcosa, quindi non siamo stati efficaci fino in fondo. In ogni caso questo virus è inevitabilmente soggetto ad espandersi in tutto il mondo perché è un virus nuovo che nessuno ha mai visto prima, verso il quale non abbiamo alcuna immunità pregressa.

Noi siamo uno dei primi Paesi in cui si è sviluppata questa pandemia, ma non credo l’ultimo, il virus si espanderà anche nel resto d’Europa perché la trasmissione avviene in maniera più veloce dell’influenza e ci sono tempi di incubazione lunghi. Adesso si tenterà di bloccare tutti i focolai sul nascere, si sta facendo un ottimo lavoro, quindi fare polemica oggi non ha molto senso”.