Coronavirus. Le Regioni del Sud adottano i primi interventi

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Agenpress. “Tutti i cittadini che rientrano in Basilicata provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni dovranno rimanere in quarantena presso il proprio domicilio per 14 giorni, comunicando la propria presenza ai competenti servizi di sanità pubblica”.
Lo dispone un’ordinanza sul Coronavirus emessa dal Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. Bardi sottolinea che il provvedimento è precauzionale “ed è rivolto ai lucani residenti che rientrano nel nostro territorio'”. Con il provvedimento è stato inoltre disposto che “i sindaci di tutti i comuni della Basilicata in collaborazione con tutte le altre istituzioni comunali censiranno i cittadini provenienti dalle stesse regioni”. “Voglio tranquillizzare i Presidenti delle altri Regioni: – aggiunge Bardi – noi non siamo una regione che si vuol chiudere, una regione non ospitale. Nella nostra regione possono entrare tutti”. Il provvedimento “è scaturito – spiega Bardi – dalla necessità di far fronte al flusso di studenti che sono rientrati nel nostro territorio”. “Siamo di fronte – rileva Bardi – a un’azione che richiede il coinvolgimento fiduciario da parte degli studenti e delle famiglie”.
In Campania si è svolto un tavolo sul coronavirus per verificare le azioni di prevenzione messe in campo dalla regione Campania e prepararsi a eventuali contagi.
Intanto il Presidente Vincenzo De Luca, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, ha invitato i dirigenti delle scuole a sospendere l’organizzazione delle gite scolastiche per motivi precauzionali.
In Campania “non c’è alcun contagiato”, afferma il presidente Vincenzo De Luca: “Lavoriamo in stretto contatto con il Governo e con il ministero della Salute – dichiara De Luca – Anche questa mattina ci sono stati due scambi con il ministro Speranza”. “Il 90% delle notizie che circolano sul web sono fake news, per non parlare dei social network – aggiunge De Luca – Occorre ascoltare esclusivamente le informazioni fornite dal Ministero e dalla Regione”.
La Regione lavora per attrezzare le strutture sanitarie: “Abbiamo fatto una verifica – ha detto De Luca – per essere pronti a eventuali emergenze. Stiamo preparando le strutture perché in caso di contagio prevedano dei percorsi dedicati e individuali per i cittadini, i pronto soccorso sono in grado di aprire percorsi separati per evitare i contatti. Abbiamo fatto anche una verifica sui posti letto, ce ne sono circa 200 a disposizione. Moltiplicheremo inoltre i punti di verifica con i tamponi nelle strutture ospedaliere.
“Siamo con la guardia altissima” e la Puglia sta elaborando misure per affrontare una eventuale emergenza, afferma il presidente Michele Emiliano.
Quindi Emiliano ha sottolineato che “questo è un virus che rischia di sovrapporsi al virus dell’influenza attesa. Se anziché ammalarsi otto milioni di persone in Italia se ne ammalano 16, è chiaro che il sistema sanitario rischia di andare in tilt. Questo è il vero pericolo”.
Per Emiliano “l’Italia ha fatto cose importanti, ha bloccato tutti i voli aerei dalla Cina, e adesso bisogna che ciascuno dei nostri concittadini, responsabilmente, se ha tenuto condotte rischiose, faccia molta attenzione e si controlli”.
“Scatenare il panico è sbagliato – rileva Emiliano – non è la peste ma un virus che siamo perfettamente in grado di fronteggiare con misure sensate che devono essere decise dalla presidenza del Consiglio dei ministri che ha dichiarato lo stato di emergenza, dalla Protezione civile e dal ministro della Sanità”.
Anche il presidente della regione Calabria, Jole Santelli, invita “i cittadini calabresi che in queste ore rientreranno dalle regioni del Nord interessate dall’espansione epidemica, oltre che dalle altre aree internazionali gia’ definite a rischio (Cina soprattutto), a comunicare alle autorita’ sanitarie locali il loro rientro in modo da valutare misure di quarantena attiva volontaria presso il proprio domicilio anche in assenza di sintomi”. “Stiamo affrontando una emergenza sanitaria internazionale – aggiunge Santelli – e affinche’ le misure che si mettono in campo siano efficaci occorre la collaborazione di tutti i cittadini”.
“Dobbiamo cercare tutti di osservare le norme precauzionali, evitare di confondere innocue malattie di stagione con il coronavirus – rileva il presidente della Regione Calabria – laddove ci siano dubbi evitare di recarsi direttamente in ospedale e telefonare al numero 1500 oppure contattare il proprio medico di fiducia. I controlli in aeroporto saranno allargati anche ai voli provenienti dal Nord Italia”.
“Misure ulteriori – evidenzia Santelli – come la chiusura delle scuole, dei luoghi di aggregazione, degli uffici, ed altro, verranno attuate laddove venisse individuato un focolaio, per come richiesto dall’Oms”.
Sono stati inoltre attivati due numeri di telefono all’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro che coordina del attivita’ regionali: 0961.883346 (reparto malattie infettive), 0961.883016 (medico di turno).
Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha svolto un vertice operativo per concordare “misure preventive omogenee da adottare in tutti i Comuni dell’Isola per l’emergenza Coronavirus”.
In Sardegna sono previsti più controlli in porti e aeroporti. Christian Solinas ha emesso un’ordinanza con ulteriori misure a tutela della salute pubblica per contrastare con ogni mezzo possibile la diffusione del coronavirus.
In particolare l’ordinanza riguarda i controlli e le disposizioni di sicurezza negli aeroporti e nei porti dell’Isola, che saranno attuati nei confronti di tutti i passeggeri provenienti da qualsiasi scalo.
“E’ importante – commenta l’assessore Verì della regione Abruzzo – coniugare l’esigenza di non sottovalutare casi potenziali con la necessità di operare un filtro su criteri ben precisi, perché un accesso indiscriminato e incontrollato ai protocolli rischia di mettere in crisi l’intero sistema, che invece deve essere pienamente operativo per eventuali reali necessità”.
Il presidente della Regione Molise, Donato Toma, ha emanato una ordinanza che prevede l’adozione di prescrizioni precauzionali al fine di verificare lo stato di salute delle persone provenienti dalle aree attualmente sottoposte a cordone sanitario che per qualsiasi ragione soggiornino nel territorio del Molise, per far fronte all’emergenza coronavirus.
I soggetti provenienti dalle aree nelle quali risulta positiva almeno una persona o nelle quali vi è comunque un caso riconducibile al coronavirus, o i soggetti che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni, ove giungano in Molise per motivi di lavoro, di studio, familiari o per qualunque altra ragione, sono tenuti a comunicare la loro presenza sul territorio all’autorità sanitaria locale che provvederà a mettere in atto le adeguate misure di prevenzione della diffusione del virus.
La segnalazione dovrà essere effettuata non oltre due ore dall’ingresso nel territorio regionale al proprio medico curante, oppure al numero 1500 del Ministero della salute, oppure al numero 118 del Sistema territoriale che provvederà a darne comunicazione al Servizio di medicina pubblica competente ad avviare la procedura.
Sono interessati all’Ordinanza i soggetti che per qualsiasi motivo abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni nelle aree nelle quali risulta positiva almeno una persona o nelle quali vi è comunque un caso riconducibile al coronavirus.
In Abruzzo non c’è alcuna evidenza di Coronavirus e far fronte a eventuali emergenze che potessero verificarsi nei prossimi giorni, sono stati stabiliti dei protocolli operativi.