Regeni. Massari (ex ambasciatore). Egitto subito elusivo. Non dimenticherò mai il suo corpo in obitorio

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Agenpress – “Sin dai primi giorni dalla scomparsa di Giulio Regeni non potei fare a meno di notare che c’era un contrasto tra gli ottimi rapporti con l’Egitto e l’elusività delle autorità egiziane sul caso nonostante le mie pressioni”. Lo ha detto in un’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del ricercatore l’ex ambasciatore al Cairo Maurizio Massari.

“Non ottenni dall’Egitto l’autorizzazione a visitare l’obitorio in cui si trovava Giulio Regeni quindi, di raccordo con Roma, mi recai lo stesso nella notte con un carabiniere”, ha aggiunto.  “La scena del corpo di Giulio ha lasciato una traccia indelebile nella mia memoria”.

“Regeni non si era mai segnalato presso il nostro ufficio quindi quando il 25 gennaio mandammo il warning a tutti i nostri connazionali al Cairo non lo ha potuto ricevere. Non sappiamo se sia stato informato dai suoi conoscenti italiani invece registrati”, ha aggiunto   spiegando che in Egitto quel 25 gennaio, quando è scomparso il ricercatore friulano, era una giornata particolare perché ricorreva il quinto anniversario della rivoluzione.

“Vorrei ribadire la mia vicinanza ai genitori di Giulio che hanno dimostrato in questa tragica vicenda un coraggio e una forza d’animo eccezionali. La sparizione di un promettente e giovane ricercatore italiano è una perdita oltre che per la sua famiglia per l’Italia – ha sottolineato -. Ma Regeni era anche e soprattutto, visto il suo background accademico un cittadino europeo. La sua tragica fine riguarda anche l’Europa. L’Unione europea è stata diverse volte interessata sul caso, su impulso delle autorità italiane, e dovrà mantenere alta l’attenzione. La protezione dei nostri connazionali è il primo dovere di un diplomatico all’estero”.