Boccia (Confindustria), preoccupato irrazionalità politici. Anziché debellare il virus, rischiamo di debellarci da soli

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Agenpress – “Ci siamo uniti tutti, come rare volte in passato, perché la situazione è delicata. Credo sia un segno di rispetto verso le istituzioni. Senza polemica ma con molta forza, chiediamo a tutti di lavorare insieme”.

Così il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia preoccupato per l’irrazionalità delle risposte politiche.

“Anziché debellare il virus, rischiamo di debellarci da soli” dice al Corriere della Sera, spiegando anche il senso del comunicato congiunto di tutte le associazioni di imprese e dei grandi sindacati”.

Per Boccia con le misure adottate “nel Paese e all’estero si è data la percezione di una situazione molto più grave di quanto non sia. Al contrario bisogna dare l’immagine – e lavorare alla sostanza – di un Paese che ha un problema sul coronavirus, sì, ma lo governa e non lo subisce”.

“Tra i mali del Paese, per il presidente di Confindustria, ci sono “il non saper fare sistema, non valutare gli effetti collaterali per l’economia e la società di alcune scelte che facciamo e i danni che subisce l’immagine dell’Italia nel mondo. L’export e il turismo hanno pesanti contraccolpi. Per non parlare di certi concorrenti dell’agroalimentare made in Italy che, strumentalmente, dicono che non vanno comprati i nostri prodotti perché toccati da italiani”.

 

In un momento nel quale “c’è un potenziale effetto recessivo su tutto il Paese”, per il presidente di Confindustria “non ci vuole un piano di emergenza, ma un piano straordinario che compensi l’arretramento che arriverà. Partiamo subito”. Per l’economia si deve “lavorare al più presto alla dotazione infrastrutturale del Paese con regole ipersemplificate che permettano di attivare subito e a ritmo sostenuto le risorse di bilancio già stanziate”.

Va anche “allargato in tutta Italia il Fondo di garanzia per le imprese alle microattività, turistiche e non solo, che stanno subendo gli effetti più gravi. In più serve un programma di inclusione dei giovani nelle imprese e nell’amministrazione, con un ricorso deciso alla decontribuzione”.