Settore Alberghiero. Crisi conclamata a Roma

2881

Agenpress. Senza un immediato intervento governativo molto più incisivo di quello posto in atto difficilmente il sistema turistico italiano potrà tenere in questa difficilissima situazione la situazione di Roma non è difforme da quella di altre aree del territorio italiano e per certi aspetti, calcolando l’indotto e l’incidenza sul Pil, ancora più drammatica.

Roberto Necci Chairman del gruppo Necci Hotels afferma: i provvedimenti messi in campo sono totalmente insufficienti, quando sentiamo parlare di ” sospensione ” rimaniamo basiti perché ci dà la misura della mancata comprensione del reale problema.

Le strutture alberghiere romane hanno azzerato gli arrivi e rischiano di diventare a breve delle cattedrali nel deserto; le ripercussioni sulle aziende ed a cascata sugli altri settori che rappresentano l’indotto saranno drammatiche.

Sono in corso cessazioni di rapporti di lavoro, licenziamenti, chiusura di hotels e di interi reparti connessi.

A Marzo le prenotazioni cancellate hanno toccato il 95 per cento e per aprile , per quelle strutture che rimarranno aperte, c’e’ il rischio che si arrivi ad hotel completamente vuoti.

Il sistema alberghiero ha bisogno di aiuti straordinari (dal sostegno al reddito alla cancellazione di ogni tassa e/o tributo locale, regionale, nazionale oltre che di concreti aiuti alle aziende affinché non chiudano).

Se non si interviene in queste ore la situazione sarà simile a quella di una guerra.