Coronavirus. 2mila sanitari contagiati. Allarme medici. “Ci chiamano eroi, ma ci voltano le spalle”

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Agenpress –  Superata la quota di 2mila operatori sanitari, tra medici e infermieri, contagiati dal nuovo coronavirus. Lo afferma  Carlo Palermo, segretario nazionale del maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri, l’Anaao-Assomed. La stima, precisa, “si riferisce complessivamente a medici ospedalieri, medici di famiglia, infermieri e operatori sanitari”. E’ “un numero spaventoso e tale situazione mette purtroppo in ulteriore difficoltà le strutture sanitarie”. 

“L’opinione pubblica ha preso coscienza delle precarie condizioni di lavoro dei medici ospedalieri. Dal 21 febbraio sono protagonisti di rinunce come la revoca delle ferie già concesse e il blocco di ulteriore concessione di ferie, il blocco dei riposi e la possibilità di lavorare ininterrottamente fino all’arrivo di un collega per il cambio”, dice Alessandro Garau, segretario generale del Coas – Medici dirigenti.

“Ci chiamano eroi, ma ci voltano le spalle. Intanto molti di noi si ammalano e, purtroppo, muoiono come i medici di famiglia Roberto Stella e Giuseppe Borghi. Ci aiuteremo da soli, ma abbiamo bisogno anche dei cittadini”, dice Silvestro Scotti, segretario generale Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg), che denuncia “l’assordante silenzio delle istituzioni aziendali, regionali e governative sulla richiesta dei medici di medicina generale di essere dotati di dispositivi di protezione individuale”.“

Anche  la Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) e l’Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi) lancia l’allarme.   “Il personale ostetrico sta conducendo una estenuante battaglia per proteggere le donne in gravidanza e i loro bambini. I professionisti dell’area materno-infantile già da tempo si sono attrezzati elaborando protocolli di gestione della crisi con triage e percorsi ben definiti e assistenza alle gravide Covid-positive. Purtroppo il personale ostetrico non è rifornito del materiale di protezione individuale necessario, e in alcuni punti nascita è ancora segnalata una carenza insostenibile“. “