Coronavirus. Bozza dl: restrizioni prorogabili fino al 31 luglio

585

Agenpress – Al Consiglio dei Ministri è in esame una bozza del nuovo decreto legge che prevede la possibilità di nuove restrizioni reiterabili fino al 31 luglio, purché abbiano una durata non superiore a 30 giorni.

Multe fino a 4mila euro per tutti coloro che non rispettano le misure restrittive imposte dal governo sulla mobilità, stop delle attività commerciali fino a 30 giorni, potere per i presidenti di regione di emettere ordinanze più restrittive nei territori maggiormente colpiti dall’epidemia di Coronavirus, purché vengano convalidate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro 7 giorni dall’emissione.

Sono 28, secondo questa prima versione del decreto, gli ambiti che potranno essere interessati dalle restrizioni, che andranno attuate comunque “secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente su specifiche parti ovvero sull’intero territorio nazionale”. Il nuovo testo assorbe, abrogandolo, anche il primo decreto legge che aveva dato la possibilità di istituire le zone rosse all’inizio dell’emergenza.

Tra le voci elencate compaiono la possibilità di chiudere negozi, bar ristoranti, le attività produttive, gli uffici della Pa mandando i lavoratori in smart working. Ci sono poi le limitazioni ai movimenti, sia dall’abitazione per chi è in quarantena (divieto assoluto) sia dai Comuni di residenza o anche, come fatto di recente da alcuni governatori e nel weekend dal governo, dai territori regionali o comunali. Si possono chiudere strade e parchi, oltre che scuole, teatri, cinema, musei, chiese, palestre e parchi.

Le nuove disposizioni servono per far fronte a due ordini di esigenze: da un lato imporre a tutti i cittadini l’isolamento nelle proprie abitazioni con il deterrente della sanzione pecuniaria; dall’altro interrompere il continuo scontro tra regioni e governo e tentare di dare un ordine alla filiera istituzionale.

Un passaggio prevede chele Regioni, in relazione a specifiche situazioni di aggravamento ovvero di attenuazione del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, possono introdurre ovvero sospendere, limitatamente a detti ambiti territoriali, l’applicazione di una o più delle misure” di contenimento.

“Qualora tali misure – si legge nella bozza – si applichino su tutto il territorio regionale, ovvero su oltre la metà di esso o a oltre la metà della popolazione residente nella regione, la loro efficacia è limitata a sette giorni e, entro ventiquattro ore dalla loro adozione, è formulata proposta al Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, per la loro conferma con il decreto ivi previsto”. Le misure “non possono essere in alcun caso reiterate” altrimenti “sono inefficaci”.

Anche il sindaco “può introdurre ovvero sospendere nel territorio comunale, con propria ordinanza, l’applicazione di una o più delle misure” con ordinanza “efficace per sette giorni” che “entro ventiquattro ore dalla sua adozione è comunicata alla Regione che, negli stessi sette giorni, può confermarne l’efficacia per trenta giorni, rinnovabili”. Tali misure “possono essere in alcun caso reiterate e, ove non confermate dalla Regione secondo quanto ivi previsto, perdono comunque efficacia allo spirare del settimo giorno”.