Coronavirus. Unc: si multe più alte, ma non per spesa alimentare fuori dal proprio Comune

938
Close-up detail of a man shopping in a supermarket

Agenpress – “Si all’inasprimento delle sanzioni per chi viola le regole sugli spostamenti. E’ bene che ci sia una multa con un importo significativo, perché questo può meglio scoraggiare gli incoscienti e gli irresponsabili, che sono comunque un’esigua minoranza rispetto alla stragrande maggioranza dei consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando l’ennesima indiscrezione, secondo la quale il Governo intenderebbe inasprire le pene per chi non rispetta le misure di contenimento contro il Coronavirus.

“Chiediamo, però, che almeno per gli acquisti alimentari necessari si possa andare nel centro commerciale dove siamo soliti fare acquisti, anche se fuori dal proprio Comune di residenza” prosegue Dona.

“Il ministero degli Interni, nelle Faq, considera che si possa fare la spesa alimentare fuori dal proprio Comune, ma solo se dove abitiamo non ci sono punti vendita, se è necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel Comune di residenza o domicilio, o, ancora, il punto vendita più vicino a casa propria si trova effettivamente nel Comune limitrofo” aggiunge Dona.

“Ma in questo modo, per chi abita in un piccolo comune, si esclude la possibilità di potere andare persino nel supermercato o nel centro commerciale più vicino a casa. Nei comuni dove ci sono solo piccoli negozi è più difficoltoso mantenere la distanza di un metro, si rischiano code maggiori e ripetute, visto che si è costretti a fare la coda prima dal panettiere, poi dal macellaio e infine dal fruttivendolo” prosegue Dona.

“Insomma, considerato che mentre uno viaggia in auto non può contagiare nessuno, mentre se fa 3 code invece di una il rischio sale, non capiamo perché non si consenta almeno di andare nel centro commerciale più vicino alla propria residenza” conclude Dona.