Coronavirus. Viminale, spetta ai Prefetti valutare le aziende in regola per rimanere aperte

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Agenpress – La circolare stabilisce che spetta ai Prefetti valutare se un’azienda ha i requisiti per restare aperta oppure no. A questo proposito sono in arrivo dei moduli che serviranno alle aziende per comunicare al prefetto competente tutte le informazioni utili a giustificare la prosecuzione dell’attività. Il ministero dell’Interno fornisce inoltre alcune precisazioni sugli spostamenti: la spesa, viene sottolineato, è ammessa anche in comune diverso da quello di residenza, a patto che il punto vendita sia il più vicino a casa. Gli spostamenti per salute, lavoro o necessità sono sempre legittimi ma si suppongono brevi e quotidiani.

Spiega la circolare del Viminale che le aziende la cui attività non è stata sospesa dal decreto sono tenute a comunicare al prefetto “le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite”, nonché “«la ricorrenza delle condizioni previste dalla norma per la prosecuzione dell’attività”. La comunicazione – viene precisato – non è dovuta qualora si tratti di attività finalizzata ad assicurare un “servizio pubblico essenziale”. Ai prefetti spetta una «valutazione» ed una eventuale sospensione delle attività.

Al prefetto, stabilisce la circolare firmata da Matteo Piantedosi, capo di Gabinetto del ministro dell’Interno, spetta «una valutazione in merito alla sussistenza delle condizioni attestate dagli interessati, all’esito della quale potrà disporre la sospensione dell’attività laddove non ravvisi l’effettiva ricorrenza delle condizioni medesime».

 

 

Le aziende la cui attività non è stata sospesa dall’ultimo Dpcm sono tenute a comunicare al prefetto “le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite”, nonchè “la ricorrenza delle condizioni previste dalla norma per la prosecuzione dell’attività”. La comunicazione non è dovuta qualora si tratti di attività finalizzata ad assicurare un “servizio pubblico essenziale”. Lo indica una circolare del Viminale ai prefetti ai quali spetta una “valutazione” ed una eventuale sospensione delle attività.