Usa. 46mila contagiati. Trump, riapertura in 15 giorni. Cura peggio del virus

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Agenpress – I casi di coronavirus negli Usa sono saliti a oltre a 46.000, i decessi di pazienti con il virus sono 520. La maggior parte dei casi è nella città di New York, dove si concentra il 35% del totale negli Stati Uniti.  E mentre la Fed, la banca centrale USA, annuncia un quantitative easing (piano di sostegno) illimitato, il presidente Donald Trump sembra intenzionato a riaprire al più presto il Paese: “La cura non può essere peggio della malattia”, ha detto, spiegando che “dopo 15 giorni decideremo come muoverci”. Non è esclusa quindi la possibilità di un allentamento delle regole di controllo del contagio.

“Se fosse per i medici il mondo intero sarebbe chiuso”, ha detto Donald Trump che nel suo consueto briefing quotidiano ha spiegato: “Dopo 15 giorni decideremo come muoverci”. Secondo indiscrezioni, Trump punterebbe a rivedere e allentare le linee guida sul distanziamento sociale in 15 giorni così da far ripartire l’economia. Trump ha illustrato la sua posizione dal palco della Briefing Room della Casa Bianca, dal quale spiccava l’assenza di Anthony Fauci, la massima autorità negli Usa in fatto di malattie infettive.

Trump ha spiegato come i costi economici della chiusura degli Stati Uniti sono enormi, da qui la sua fretta per riaprirli. “Più si sta fuori, più difficile è la ripresa”, ha detto. Ma anche a fronte di un’apertura in tempi record, un piano di stimoli da 2.000 miliardi di dollari è necessario. “Dobbiamo aiutare aziende come Boeing, e poi serve dare una spinta all’economia. Comunque quando ripartirà volerà”, ha aggiunto il presidente Usa. Il presidente ha avuto anche un colloquio telefonico con il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha twittato facendo i complimenti a Trump: “Telefonata produttiva. L’ho apprezzato per l’ottimo lavoro che sta facendo per combattere il coronavirus”.