Coronavirus. Terzi: “sconvolge le nostre vite, ma non può “mettere in quarantena la democrazia”

476
Giulio Terzi

Agenpress – “Tutti a casa” è, secondo i più accreditati medici e specialisti, un rimedio efficace per contenere la pandemia. Ma può essere “veleno” per le istituzioni. Insieme a numerosi amici, membri delle istituzioni, accademici e intellettuali, come Marcello Pera, Antonio Pilati, Francesco Perfetti, e molti altri, ho sottoscritto un appello, che voglio condividere con Voi: la pandemia sconvolge le nostre vite, cambia i nostri comportamenti quotidiani, colpisce i nostri affetti più consolidati, mortifica persino la nostra umana pietà”.

Così Giulio Terzi, diplomatico e politico italiano.  “Ma non può uccidere le istituzioni, *non può mettere in quarantena la democrazia* e non può e non deve sospendere la #Costituzione. Se è vero che siamo impegnati in una “guerra”, allora il Capo dello Stato, il Governo, il Parlamento devono essere i nostri *avamposti*.

A loro sta la guida dell’esercito, e a loro sta dare quell’esempio di sacrificio, abnegazione, coraggio, determinazione, mobilitazione, che servono per vincere la guerra. Il popolo italiano, responsabile e ammirevole, oggi mi pare invece sia lasciato solo.

Il Parlamento si riunisce a intermittenza; il Governo si convoca di notte e, sempre di notte, spiega mediante Social media le nuove iniziative per il contenimento della pandemia; il Presidente del consiglio limita diritti costituzionali tramite Decreti poco discussi e frettolosamente convertiti; il conflitto tra Governo, Regioni ed Enti Locali sta raggiungendo livelli prima mai visti; e il Capo dello Stato è costretto ad assistere probabilmente sgomento privo di poteri effettivi ad intervenire… Ci viene promesso l’aiuto dell’#UnioneEuropea, ma ci viene nascosta la verità delle intenzioni oblique.

Di fatto, per lo spirito della nazione si ripete un altro 8 settembre: dalle case in cui sono rinchiusi, gli italiani vedono i loro comandanti che scappano. È vero che – come fece osservare più volte e inascoltato il Presidente Cossiga – la nostra costituzione è carente riguardo alle situazioni di emergenza: ma questo non giustifica la fuga.

Avvertiamo il bisogno che il Capo dello Stato, da tutti apprezzata e riconosciuta autorità morale oltre che Costituzionale, si rivolga *formalmente e solennemente alla Nazione richiamando le istituzioni alle loro responsabilità* e le forze politiche alla collaborazione; che il governo si confronti realmente col Parlamento e in primo luogo con le opposizioni; e che il #Parlamento si riunisca ad oltranza per svolgere la sua funzione di controllo. Non può esserci una sospensione della democrazia. Se ci rassegna oggi, si perde la libertà domani…