ll Sud succube del Nord, ma anche di se stesso

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Agenpress. È vero, il Mezzogiorno d’Italia è vittima di pregiudizi da oltre cinquant’anni. I pregiudizi non si eliminano facilmente e noi meridionali saremo ritenuti, per molto tempo ancora, se nulla faremo, deficitari ed anche un popolo secondario.

Occorre chiedersi perché tale pregiudizio continua ancora a vivere. Ritengo che la risposta sia semplice. Ed è questa: il Meridione è fermo per quanto attiene sopratutto il piano socio-economico.

Di tale arresto è responsabile il popolo meridionale, proprio in quanto è ben evidente che non si sia adeguatamente impegnato a cercare percorsi, che potevano condurlo verso una parità economica con il Nord.

Il Sud, purtroppo, è anche vittima di illecite lobby politiche legate tristemente alle mafie territoriali, che ne imbrigliano le capacità, le attitudini, addirittura l’intelligenza e l’azione  imprenditoriale che il popolo meridionale, emigrando, ha espresso in modo mirabile all’estero e anche nel Nord Italia.

Il Meridione non ha potuto manifestare il meglio di sé senza la continua paura di subire violenze o sottomissioni da parte di poteri occulti, sotterranei, subdoli e minacciosi, che in qualche modo hanno inibito il suo progresso.

Alla luce di tali considerazioni, occorre domandarsi che cosa può davvero fare il popolo meridionale per migliorare i suoi territori. Certamente molto! Dovrà credere nel potere dello Stato, a cui sottoporre insistentemente le proprie istanze e pretendere immediatamente le risposte.

La mafia combatte lo Stato con il sottile intento di sostituirsi ad esso. In alcuni casi purtroppo è anche avvenuto ed abbiamo assistito ad episodi in cui alcuni cittadini si sono rivolti alla Mafia anziché alle Istituzioni.

La cultura della fiducia potrà creare una nuova mentalità che affida alle Istituzioni il ruolo che ad esse compete, le quali, proprio in virtù di tale ruolo, potranno veramente condurre il Sud al miglioramento socio-economico.

Riteniamo che nel Sud manchi effettivamente la fiducia nello Stato e che, pertanto, esso debba impegnarsi per ricrearla, alla luce anche degli eventi che la pandemia sta determinato a livello globale.

L’Italia rinascerà e nella nuova Italia vi sarà lo spazio in cui il Sud Italia, riponendo finalmente speranza nello Stato Italiano, potrà esprimere la sua florida capacità costruttiva e migliorativa dei propri territori, dirigendo il suo sguardo fiducioso ai dettami posti a fondamento della Costituzione Italiana.

Allora, cari meridionali, diamo corso all’impegno per ricreare la cultura della fiducia nei confronti dello Stato unica leva per avviarci verso uno straordinario sviluppo della nostra meravigliosa Terra!

Biagio Maimone