Brunetta: “Il Governo ci ascolti, mettiamo 75 miliardi oltre ai 25 già stanziati”

642

Agenpress. Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, è intervenuto ai microfoni di Matteo Torrioli su Radio Cusano Campus per commentare il decreto Cura Italia.

Siamo maggioranza, il Governo ci ascolti. “Abbiamo offerto la nostra piena collaborazione al Governo. Siamo disposti a votare tutti i provvedimenti predisposti dal Governo durante la crisi ma ad una condizione: che ci ascoltino e che i provvedimenti siano condivisi. Noi come centrodestra rappresentiamo, dal punto di vista parlamentare, il 45 % del Paese. Se si andasse a votare domani saremmo maggioranza. Abbiamo diritto sia formale sia morale di fare sentire la voce della maggioranza del Paese. Pretendiamo che i provvedimenti, se la maggioranza vuole il nostro voto, ci ascolti”

Dure relatori e 75 miliardi. “Ne ho passate e viste di tutti i colori. Bisogna avere il coraggio di decidere insieme. Se il governo pensa di essere autosufficiente noi faremo le nostre proposte alla gente e poi liberi in parlamento di votare le nostre proposte. Ho fatto anche una proposta tecnica, fare due relatori, uno per la maggioranza ed uno per l’opposizione, per avere ancora più coesione. Così ci sarebbe la garanzia che le proposte siano condivise. È la proposta che ho fatto ufficialmente. Il ministro per i rapporti D’Incà si è preso tempo. Gualtieri se ne intende di doppi relatori, in Europa è sempre così.  Abbiamo anche chiesto che si voti al più presto possibile un nuovo discostamento, la quantità definitiva da mettere a disposizione della crisi, oltre ai 25 miliardi. Ho detto 75 miliardi per fare 100. Gualtieri non ha detto di no. Il governo si sta orientando per una cifra ridotta”.

Dove si trovano i soldi? “Il tesoro deve fare il doppio delle aste nei mesi successivi, visto che ora i rendimenti sono interessanti e lo spread è sotto controllo. Il momento è buono per fare una bella provvista. Bisogna avere coraggio. Servono almeno 75 miliardi oltre ai 25 già stanziati per gestire la prima fase della crisi, quindi marzo, aprile, maggio”

Problema burocrazia. “Abbiamo un grande problema, non lo ascrivo a questo governo. Per quanto stanzi le risorse non si vede un becco di un quattrino per colpa della burocrazia. I 600 euro non vengono erogati. La cassa integrazione avrà difficoltà enormi per essere erogata. Uno dei modi più immediati per far circolare un po’ di soldi, per tutte le imprese, è avere la garanzia dello Stato per aperture di credito con le banche, una specie di prestito d’onore, sulla base del fatturato dell’anno precedente. Ovviamente un prestito a tasso zero o quasi”

Che fine farà l’Europa? “Conte sta lavorando bene da questo punto di vista ha fatto bene nel non firmare ed attendere due settimane per rinnovare una proposta. Il Paese deve essere tutto unito per far sentire la voce dell’Italia. Voglio che l’Europa usi tutti i suoi bazooka, come il Fondo Salva Stati ma senza condizionalità. Non possiamo continuare a vedere questa Europa egoistica che ripristina questa distinzione tra cicale e formiche. L’Olanda, gentile paradiso fiscale, non può criticare gli altri. Lì il fisco è molto leggero. Io amo l’olanda, ho studiato lì ma non può dare delle lezioni a nessuno, neanche la Germania. Noi siamo tutti sulla stessa barca. Il nostro continente è colpito da una crisi simmetrica e chi sta male non è per propria colpa ma per una pandemia. Usiamo queste due settimane per salvare l’Europa, non l’Italia”.