Cassa integrazione. Consulente del lavoro. Accordo Governo-Abi non si concilia col restiamo a casa

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Agenpress – “La cassa integrazione viene pagata direttamente dall’Inps al lavoratore, salvo alcune eccezioni. Quindi noi consulenti del lavoro forniamo all’Inps i dati, l’Inps in base a quei dati paga il lavoratore. Ovvio che bisogna avere un iban da indicare, oppure tramite bonifico domiciliato, ma questo è poco conforme all’imperativo di restare a casa”.

Così Lorenzo Mancuso, consulente del lavoro e membro dell’Associazione giovani consulenti del lavoro,  intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus sul pagamento della cassa integrazione.

Le banche anticiperanno i soldi ai lavoratori, primo assegno entro Pasqua. “Conte ha detto che le casse integrazioni verranno pagate entro il 15 aprile, non è assolutamente vero. Tant’è che hanno fatto questo accordo con le banche per anticipare i soldi. Il problema è che questo accordo non si concilia col restiamo a casa. Il lavoratore dovrebbe andare alla sua banca per verificare se la banca aderisce a questa iniziativa. Se aderisce, il lavoratore chiede questo anticipo. Ogni banca può riservarsi di valutare l’onorabilità creditizia. Quindi serve tempo per questi controlli. La cosa che avevamo suggerito noi è che questo prestito andasse alle imprese, che è un soggetto più strutturato per parlare con la banca e, avendo già l’iban di tutti i lavoratori, può rappresentare tutti i lavoratori, invece così ogni lavoratore deve andare a chiedere questo anticipo alla banca. Siamo stati in grado di far rimanere in casa tutta la popolazione e non siamo ancora in grado di superare tutta questa burocrazia”.