Sicilia. Inchiesta “Sorella Sanità”. Ai domiciliari Antonio Candela per presunte mazzette

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Agenpress – Maxi operazione della Guardia di Finanza ha svelato un intreccio perverso su un sistema che avrebbe consentito di pilotare appalti milionari della Sanità in Sicilia. L’indagine, che coinvolge imprenditori e funzionari pubblici, ha portato all’arresto di dieci persone accusate, a vario titolo, di corruzione.

L’inchiesta denominata “Sorella Sanità” che ha portato stamattina a 10 arresti, la guardia di finanza ha ricostruito le presunte tangenti che sarebbero state incassate da Antonino Candela, finito ai domiciliari, che era allora direttore generale dell’Asp di Palermo.“

 Proprio alcune gare indette dall’Asp di Palermo, secondo gli inquirenti, sarebbero al centro di un giro di mazzette. 

Candela era stato protagonista di numerose iniziative per la trasparenza e la legalità. Tanto da ricevere i complimenti dell’allora presidente della Regione Rosario Crocetta e dell’assessore alla Sanità del tempo, Lucia Borsellino, per i risparmi ottenuti dalla sua gestione.

In particolare Candela aveva revocato diverse gare d’appalto con risparmi per circa 54 milioni di euro: 10 per la base d’asta della fornitura di pannoloni, 6 per la base d’asta dei sistemi informativi dell’azienda, 18 per l’appalto dei sistemi di vigilanza e circa 20 milioni il servizio di gestione e manutenzione degli impianti tecnologici. “Un record raggiunto – aveva spiegato Antonio Candela – con una serie di aggiustamenti che tengono conto anche di alcuni fattori prima non inclusi nelle ex basi d’asta delle gare”.

Contro queste revoche erano stati presentati diversi ricorsi al Tar, al Cga e al Consiglio di Stato, quasi sempre i giudici avevano dato ragione all’ex manager. Il quadro che emerge dalle intercettazioni dell’inchiesta nei confronti dell’ex manager dell’Asp di Palermo non è tuttavia quello di una paladino della legalità ma di una “pessima personalità”, come scrive il Gip nella sua ordinanza. “Ricordati che la sanità è un condominio, io sempre capo condominio rimango”, dice Candela senza sapere di essere intercettato.

In particolare gli investigatori hanno analizzato 4 procedure ad evidenza pubblica interessate da condotte di turbativa, aggiudicate a partire dal 2016, il cui valore complessivo sfiora i 600 milioni di euro. Nel mirino degli inquirenti sono finiti: la gestione e manutenzione apparecchiature elettromedicali – gara bandita dall’ Asp 6 del valore di 17 milioni e 635mila euro; i servizi integrati manutenzione apparecchiature elettromedicali – bandita dalla CUC del valore di 202 milioni e 400mila euro; la fornitura vettori energetici, conduzione e manutenzione impianti tecnologici – bandita dal Asp 6 del valore di 126 milioni e 490mila euro. E infine i servizi di pulizia per gli enti del servizio sanitario regionale – bandita dalla CUC del valore di 227 milioni e 686mila euro.

I soldi, secondo il procuratore aggiunto Sergio Demontis ed i sostituti Giovanni Antoci e Giacomo Brandini, sarebbero stati ottenuti anche per il tramite di Giuseppe Taibbi in modo da favorire la “Tecnologie Sanitarie Spa” di Francesco Zanzi e Roberto Satta. Le mazzette concordate avrebbero dovuto arrivare complessivamente a 820 mila euro, ma ne sarebbero stati riscossi “solo” 268.400,99.“

Le consegne di denaro sarebbero avvenute tutte nel 2018 e nel seguente modo: 15.860 euro riscossi il 23 aprile, 24.400 euro il 25 maggio, 27.247,16 euro il primo giugno, 25.315 euro il 22 giugno, 27.573,31 euro l’11 luglio, 25.308,90 euro il 23 luglio, 22.576,10 euro il 13 agosto, 25.217,40 euro il 7 settembre, 26.920,52 euro il 14 settembre, 25.235,70 euro il 15 ottobre e 22.746,90 il 12 novembre.“